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Fondo salvastati, perché è importante il via libera della Germania

Un'Europa più unita. Dove la maggiore potenza economica dichiara di fare la sua parte. Accanto a una Bce che ha già stabilito un piano eccezionale. Ora non resta che aspettare il verdetto dei mercati

I giudici della corte costituzionale tedesca (Credits: LaPresse)

Un’Unione veramente unita. Si potrebbe riassumere così il messaggio più importante che è rimbalzato sui mercati dopo il via libera da parte della Corte costituzionale tedesca al Fondo salvastati permanente (Esm) a cui la Germania parteciperà fino a un massimo di 190 miliardi (un’enormità).

Anche la potente terra tedesca, insomma, ha detto sì. Ha accettato di impegnare soldi dello Stato per finalità che vanno oltre i confini nazionali. Tanti soldi.

Ma soprattutto “ha dichiarato (tra le righe) un sì incondizionato a partecipare ai problemi dell’Unione Europea, a fare la sua parte” spiega Stefano Caselli, economista dell’Università Bocconi di Milano. “E ha dato un segnale di compattezza della Ue e un via libera a ragionare in una logica unitaria”.

Sono messaggi importanti. Che i mercati non potranno non apprezzare. Anche perché arrivano nello stesso giorno in cui la Banca centrale europea ha comunicato che avrà il controllo su tutte le banche nazionali. “Ora bisogna aspettare di capire come eserciterà questo controllo e quali saranno i paletti e i limiti” spiega Caselli “ma la vigilanza di ampio raggio significa un controllo diretto, rivoluzionario, sul sistema creditizio europeo”.

Tradotto in soldoni, quanto deciso dalla Germania è importante perché ha posto le condizioni per una maxi iniezione di fiducia sui mercati. Dopo la decisione delle scorse settimane da parte della Bce di acquistare quantitativi e importi "illimitati" di titoli di stato dei paesi indifficoltà, il placet tedesco al fondo salva-stati e il controllo della Bce sul sistema creditizio europeo gettano le basi per una riduzione degli spread  e dei tassi di interesse.

Con una conseguenza, fondamentale: la possibilità per le banche di raccogliere soldi tra loro a un costo inferiore e quindi (con un adeguato controllo) di poterli prestare a imprese e famiglie facendoli pagare meno.
Fornendo, con i tempi necessari, un adeguato supporto all’uscita della crisi.

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