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Recessione: l'Eurozona è fuori. Ma non vale per tutti

Cresce la Germania. Cambio di rotta positivo in Francia e in Portogallo. Ma per Italia, Spagna e Olanda il pil ha ancora il segno meno

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I numeri di Eurostat lo dicono chiaramente: nei mesi che vanno da marzo a giugno il prodotto interno lordo dell'area euro, ovvero la ricchezza prodotta, è cresciuto dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti e lo stesso dato vale anche se si considera l'intera Unione Europea dei 27 paesi membri. Nei primi tre mesi dell'anno, invece, si era registrato un -0,3% e un -0,1%. È il primo segnale positivo trimestrale dopo sette trimestri di contrazione. Buona notizia: dal segno meno si è passati finalmente al segno più. La recessione è alle spalle.

Ma c'è un "ma": il dato, se visto su base annua, resta negativo. La crescita positiva, infatti, si ferma al confronto trimestrale. Rispetto agli stessi tre mesi del 2012, infatti, c'è ancora un calo per l'Eurozona: -0,7% (-0,2% se si considera la Ue a 27). C'è ancora del lavoro da fare (a voler guardare il bicchiere mezzo vuoto) ma ne è già stato fatto (a voler guardare quello mezzo pieno).

E allora ecco cosa giustifica questa inversione trimestrale positiva:

- La Germania: il prodotto interno lordo tedesco è cresciuto dello 0,7%, più del previsto 0,5% grazie a una buona domanda interna e alla spesa pubblica contenuta.

- La Francia: il pil francese ha messo a segno un buon +0,5%, dichiarando l'uscita del Paese dalla recessione e colpendo i mercati con un miglioramento davvero inatteso che si registra come il migliore dai primi tre mesi del 2011.

- Il Portogallo: Dopo il "fallimento" e al terzo anno di politiche di salvataggio, l'economia portoghese fa un salto in avanti dell'1,1% dando fiducia ai mercati.

Tra i Paesi più virtuosi (su base annuale) compaiono la Lettonia (+4,3%) e la Lituania (+4,1%). Crescono anche Austria, Estonia, Belgio, Slovacchia e Finlandia.

E l'Italia? Niente di fatto. Italia, Spagna e anche Olanda restano in territorio negativo. In Italia tra marzo e giugno il pil è sceso dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e del 2% rispetto a un anno fa. Per la Spagna si parla rispettivamente di un -0,1% e -0,2%.

Come fa notare il Wall Street Journal la ripresa è decisamente modesta: la disoccupazione nell'area euro resta a livelli record (qui quella in Italia ), le banche soffrono e i singoli Paesi continuano a cercare le strade per tagliare la spesa nello sforzo di tenere il debito sotto controllo. Ma senza una crescita sostenuta sarà difficile per l'Eurozona mettere la parola "fine" ai suoi problemi.

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