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Euro

Draghi, tassi fermi, euro nuovi e lo stimolo agli stati

Il presidente della Bce lascia i tassi allo 0,75%, annuncia nuove banconote dal 2013 e dice: 'il fondo salva-stati c'è. La palla ora passa ai Paesi'

Una banconota da 5 euro con la nuova immagine che vi comparirà a partire da maggio 2013 - 8 November 2012 (Credits: EPA/NICOLAS ARMER)

Mario Draghi, presidente della Bce, lascia i tassi base invariati allo 0,75%. Un motivo per tirare un sospiro di sollievo: i nostri mutui a tasso variabile (almeno quelli) non subiranno rialzi.

Poi una nota di colore: annuncia che le banconote dell'euro cambieranno aspetto. A partire dalla banconota da 5 euro che sarà nei nostri portafogli da maggio del 2013 e, via via, tutte le altre, la nuova serie sarà chiamata ''Europa'', avrà una effige dell'Europa con una figura della mitologia greca e con l'iscrizione delle origini del Vecchio Continente. Un augurio, sembrerebbe quasi, ad Atene e alla grave crisi che sta affrontando . E che riceve, da parte di Draghi, un plauso: l'approvazione delle nuove misure di austerità da parte del Parlamento Greco rappresenta un "progresso per il paese". Ma sia chiaro: la Bce non potrà fare più di quanto ha fatto finora. "Non possiamo concedere un rifinanziamento monetario alla Grecia" ha spiegato senza usare mezzi termini Draghi. "La Bce non può fare più nulla".

E poi affonda con la solita, impagabile, chiarezza: la Bce è pronta ad intervenire a sostegno degli stati in difficoltà, ma la "palla passa ai Paesi". Si riferisce al muro anti-pread e al fondo salva-stati ormai pronto e a disposizione dei governi che ne avessero bisogno. Ma sono loro a doverne sottoscrivere le modalità di funzionamento e a chiederne l'aiuto.

"La crescita economica nell'Eurozona resta debole, ma è sostenuta dalle nostre misure di politica monetaria" ha aggiunto Draghi. Ecco perché i rischi restano "orientati al ribasso". Sono necessarie "nuove riforme sul mercato del lavoro" ma "il risanamento dei conti in alcuni Paesi sta portando i suoi frutti".

Luci e ombre, insomma, ma fiducia. "Ci attendiamo che l'inflazione resti sopra al 2% per il resto dell'anno per poi calare sotto questa soglia nel corso del 2013", ha detto Draghi.

Spread e borse sono rimaste ferme. Nessuno scossone. Nessuna iniezione di ottimismo o di pessimismo, questa volta. Nessuna particolare reazione. Forse solo una mera presa d'atto di una situazione di passaggio. Dove gli strumenti per la cura sono pronti per essere messi in campo. A caro prezzo, certo . Ora è il paziente che deve solo decidere se dare il via libera o meno al loro utilizzo.

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