Euro

Crisi: l'Europa spera nell'asse Draghi-Merkel

La cancelliera tedesca attacca la speculazione, mentre il presidente della Bce difende le misure anti-spread. Con un obiettivo: aprire la strada all salvataggio della Moneta Unica

Il presidente dela Bce, Mario Draghi e la cancelliera tedesca, Angela Merkel (Credits:Markus Schreiber Ap/laPresse)

Da Berlino è partito l'attacco e da Francoforte, dove ha sede la Banca Centrale Europea, arriveranno di sicuro le munizioni. Si può riassumere così l'inatteso “asse” tra il presidente della Bce, Mario Draghi e la cancelliera tedesca, Angela Merkel : i due personaggi-chiave da cui dipende  in gran parte il destino ancora traballante dell'Eurozona. Da qualche settimana, i mercati finanziari del Vecchio Continente sembrano particolarmente “in forma”: nell'ultimo mese, seppur tra alti e bassi, il listino Ftse Mib di Piazza Affari ha guadagnato infatti oltre l'8%. Segno evidente che le borse, a torto o a ragione, credono ancora nell'arrivo di una svolta nella soluzione dei problemi di Eurolandia.

TUTTO SULLA CRISI DELL'EURO

LA MERKEL EUROPEISTA.

L'attesa soluzione, com'è ovvio, non può che giungere dalla Gerrmania e dalle decisioni del governo di Berlino. Con i suoi veti contro gli  aiuti ai paesi più indebitati, la cancelliera tedesca è ancora in grado di imprimere una brusca retromarcia ai piani di salvataggio dell'Euro. Ieri, però, dalla Merkel è arrivata una difesa appassionata dell'Unione Monetaria e un duro attacco contro la speculazione finanziaria “che”, ha detto la cancelliera, parlando in un convegno organizzato dagli alleati della Csu (i cristiano-sociali bavaresi), “non è al servizio del popolo e ha permesso a una ristretta cerchia di persone di arricchirsi  a spese della maggioranza”. Solo combattendo la speculazione finanziaria, insomma, si può mettere in salvo l'Europa e i  paesi del Vecchio Continente in difficoltà come la Grecia , “a cui spetta tutta la nostra solidarietà”, ha detto ancora la Merkel.

IN ATTESA DI SUPER MARIO.

Gli anatemi della cancelliera contro l'avidità dei mercati e della businesscommunity internazionale appaiono forse una spiegazione un po' troppo sbrigativa di quanto è accaduto nell'Eurozona da due anni a questa parte. Tuttavia, per molti osservatori, questa netta presa di posizione va salutata comunque con favore. Per combattere la speculazione, infatti, anche la Merkel ha bisogno delle munizioni della Bce di "Super" Mario Draghi: l'unica istituzione in grado di mettere le briglia ai mercati, comprando  i titoli di stato dei paesi in difficoltà come la Spagna o l'Italia, per risollevarne i prezzi e tenere a bada lo spread, il differenziale di rendimento con i bond governativi tedeschi.  Proprio ieri, in un incontro a porte chiuse all'Europarlamento, lo stesso Draghi ha confermato l'intenzione di tirare dritto per la propria strada: la Bce procederà infatti a un piano di acquisti programmati delle obbligazioni con scadenza inferiore a 3 anni, emesse dai paesi periferici.

TUTTE LE MISURE NECESSARIE PER SALVARE L'EUROPA

“Non si tratta di un finanziamento mascherato agli stati, né di un modo per emettere indirettamente nuova moneta”, ha detto in sostanza Draghi, ribadendo un concetto: la Banca Centrale Europea continuerà a muoversi all'interno dei  poteri conferitigli dallo statuto, senza effettuare sconfinamenti. Se la logica sarà questa, anche la Merkel garantirà alla Bce l'appoggio del governo di Berlino, pur correndo il rischio di inimicarsi le simpatie di Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca che da sempre è contraria agli acquisti dei titoli di stato , poiché li considera una minaccia per la stabilità dell'Unione Monetaria e la possibile causa di una fiammata dell'inflazione.

© Riproduzione Riservata

Commenti