Economia

Perché la presidenza Trump potrebbe rallentare l'economia USA

Il taglio fiscale porterà un aumento del deficit, il protezionismo un danno all'export, il controllo dell'immigrazione perdite a ristorazione e agricoltura

Donald Trump

Il presidente americano Donald Trump – Credits: iStock - Bastiaan Slabbers

Una fra le domande più importanti che ruotano attorno alla presidenza Trump riguarda gli effetti delle promesse elettorali sull’economia americana. Molti settori dell’economia risentiranno delle decisioni nell’immediato con potenziali benefici in un periodo più lungo. Per fare il punto della situazione, Bill Conerly su Forbes illustra come potrebbero prendere forma le principali promesse elettorali. 

Effetti a breve termine
Alla voce tasse, Trump ha promesso di tagliare quelle sui redditi più elevati ed eliminare la Alternative Minimum Tax, un'imposta sui redditi di persone fisiche e società che scatta con un’unica aliquota sopra una certa soglia di reddito. Queste manovre avranno bisogno dell’appoggio dei democratici ed è difficile ipotizzare che anche i repubblicani non obietteranno a una misura che, riducendo il gettito, porterà a un aumento del deficit di circa cinque trilioni di dollari nei prossimi dieci anni.

Sul fronte del commercio estero, il protezionismo potrebbe danneggiare gli esportatori americani, perché molti produttori americani utilizzano in realtà una catena di fornitori internazionale. Quindi: limitare l’accesso di pezzi magari poco costosi in arrivo da un altro paese avrebbe come effetto rendere più costosi, e dunque meno competitivi, i prodotti americani per l’esportazione. Nel caso di prodotti di importazione per il dettaglio, invece, i rivenditori tendono a scaricare l’aumento sui consumatori.

Del taglio all’immigrazione potrebbero risentire i settori della ristorazione, dell’ospitalità e dell’agricoltura che sono quelli che si avvalgono di più di manodopera straniera.

Effetti a lungo termine
Fra i settori che, invece, potrebbero trarre benefici dalla presidenza Trump c'è l’energia, con il petrolio in testa, le infrastrutture che potrebbero vedere crescere gli investimenti, la difesa e la produzione di armi.

Il risultato della somma algebrica di queste variabili, però, potrebbe far sì che le conseguenze negative siano superiori agli effetti positivi ed è logico aspettarsi un rallentamento dell’economia nel prossimo biennio.

Non è detto, inoltre, che il trend negativo non prosegua anche negli anni successivi: il taglio delle tasse, invece di stimolare l’economia, potrebbe deprimere spese e investimenti di aziende e privati, preoccupati dell’aumento del deficit. Dalle colonne del suo blog sul New York Times, Paul Krugman, economista, saggista e Premio Nobel rincara la dose e suggerisce che la presidenza Trump potrebbe avere conseguenze irreversibili sul lungo termine per la classe media.

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