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Economia

Disoccupazione al 10,7% e record di precari. In arrivo un autunno caldo

Per l'Istat, il tasso dei senza lavoro è il più alto dal 1999 e supera il 35% tra i giovani, mentre c'è una lunga sfilza di contratti da rinnovare

Una manifestazione di disoccupati a Napoli (Credits:Ansa)

Un balzo indietro di 13 anni. E' quello compiuto in Italia dal tasso di disoccupazione che, in base ai dati delll'Istat, nel secondo semestre del 2012 si è attestato al 10,5%, il livello più alto dal 1999. Su base mensile, cioè tra giugno e luglio, la quota complessiva dei senza lavoro è rimasta stabile al 10,7% ma ha fatto registrare un nuovo record tra i giovani di età compresa tra 16 e 24 anni, portandosi al 35,3%, oltre un punto in più rispetto all'anno scorso. Come se non bastasse, è cresciuto notevolmente anche il numero dei dipendenti precari, che sfiorano i 3 milioni in tutta la Penisola (quasi 2,5 milioni con contratto a termine e circa 460mila con un rapporto di semplice collaborazione flessibile).

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AUTUNNO CALDO.

Archiviata la contestatissima riforma del welfare del ministro Elsa Fornero, per il mercato del lavoro italiano si preannuncia dunque un autunno particolarmente caldo, visto che si sono anche parecchi contratti collettivi da rinnovare, che riguardano circa 4 milioni di dipendenti. In totale, sempre secondo le rilevazioni dell'Istat, gli accordi scaduti sono 35:ben 16 riguardano gli impiegati pubblici, a cui si aggiungono gli addetti di altri settori produttivi come quello della carta, della carto-tecnica e della lavanderia industriale.

RETRIBUZIONI AL PALO.

A completare questo quadro, tutt'altro che idilliaco, sono arrivati da poco anche i dati dell'Istat sulle retribuzioni, che stentano a tenere il passo dell'inflazione. A luglio, gli stipendi degli italiani sono infatti rimasti pressoché fermi rispetto a giugno, mentre sono cresciuti su base annua dell'1,5%, cioè oltre un punto e mezzo in meno dell'aumento dei prezzi al consumo, registrato nello stesso periodo (3% circa).

EUROPA MACCHIA DI LEOPARDO.

Se l'Italia piange, tuttavia, l'intera Eurozona non può certo sorridere. Oggi sono infatti usciti anche i dati sul tasso di disoccupazione nell'Unione Monetaria che, a giugno, si è attestata all'11,3%, il livello più alto da quando esiste la moneta unica. Il Vecchio Continente si presenta però come una realtà a macchia di leopardo con alcuni paesi in cui la quota dei senza lavoro resta ancora molto contenuta. E' il caso dell'Austria (4,5%), dell'Olanda (5,3%) e della Germania (5,5%), mentre risulta molto problematica la situazione delle nazioni mediterranee come la Grecia e la Spagna, dove la disoccupazione arriva, rispettivamente, al 23 e 25%. In Europa, insomma, c'è chi sta peggio di noi. Si tratta però di una magra consolazione visto che, dopo l'entrata in vigore dell'ultima riforma del lavoro, i sindacati hanno paventato il rischio di una nuova emergenza-occupazione già nel prossimo autunno.

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