Questo sito contribuisce alla audience di TGCOM24
Economia

Decreto sviluppo, agenda digitale e start up al via

Approvate le norme per la digitalizzazione della macchina statale e la nascita di aziende innovative

Il ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera e il presidente del Consiglio Mario Monti, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, Roma, 4 ottobre 2012. (Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Un provvedimento snello che invece di 50 articoli ne ha solo 38 e che rappresenta il modo più efficace nelle intenzioni del governo per puntare, secondo le parole dello stesso presidente del Consiglio  “a fare del nostro paese un luogo nel quale l'innovazione sia un fattore di crescita sostenibile e produttività delle imprese”. Questo è l’obiettivo con cui è stato approvato e presentato oggi il nuovo decreto sviluppo il cui fulcro, non a caso, è rappresentato proprio dalle misure che riguardano l’agenda digitale e le start up . Nello specifico non ci sono sorprese rispetto alle indiscrezioni circolate in questi giorni che facevano riferimento ad una bozza di decreto su cui il governo stava appunto lavorando.

Ecco in sintesi, su questi due capitoli specifici, le misure più importanti approvate dall’esecutivo

Agenda digitale

Anagrafe nazionale telematica. Si prevede la nascita del cosiddetto "documento digitale unificato", comprensivo di carta d'identità elettronica e tessera sanitaria. Per accelerare il processo di informatizzazione amministrativa verrà istituita  un’Anagrafe nazionale della popolazione residente, presso cui affluiranno automaticamente tutti i dati contenuti nelle varie anagrafi oggi esistenti. In caso di nascita o morte, ad esempio, i Comuni di residenza ad esempio dovranno inviare le dichiarazioni direttamente all'Anagrafe nazionale per via telematica.

Elenco pubblico delle caselle Pec. Il decreto approvato prevede che ogni cittadino possa indicare alla pubblica amministrazione un proprio indirizzo di posta elettronica certificata, qualificabile come una sorta di domicilio digitale. In questo modo si dovrebbero facilitare tutte le comunicazioni con gli uffici pubblici.

Imprese e Pec. Viene esteso a tutte le imprese, anche quelle individuali, l'obbligo di attivazione della casella di Posta elettronica certificata. In questo modo, secondo le stesse intenzioni del governo dovrebbero esserci importanti ricadute dal punto di vista burocratico, delle modalità di comunicazione e sul piano delle spese di gestione delle attività informative, sia per l'impresa che per la pubblica amministrazione.

Elenco Pec imprese e professionisti. Sempre nell’ottica di facilitare la presentazione di domande, dichiarazioni e dati, il governo ha intenzione di istituire entro i prossimi sei mesi anche un elenco pubblico degli indirizzi di posta elettronica certificata appartenenti a imprese e professionisti.

Tracciabilità dei pagamenti. Il governo tiene molto a questo fronte dei pagamenti telematici e ha rilanciato la misura secondo cui dal 2014 commercianti e professionisti avranno l'obbligo di accettare pagamenti con carte di debito.

Start up

Requisiti. Il decreto stabilisce in maniera precisa quali siano i requisiti in base ai quali una nuova azienda potrà essere definita una start up. Dovranno quindi essere società la cui maggioranza delle azioni appartiene a persone fisiche, devono essere operative da non più di 48 mesi, devono avere una produzione annua non superiore a 5 milioni e non devono aver mai distribuito utili. Inoltre altre caratteristiche fondamentali sono il fatto che queste aziende non devono nascere da fusioni, scissioni o cessioni, devono investire in ricerca più del 30% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione, oppure impiegare per almeno un terzo della forza lavoro complessiva personale con dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca, Infine le aziende in questione devono essere titolari di almeno un'invenzione industriale o biotecnologica.

Agevolazioni. Alle start up saranno garantite una serie di agevolazioni. Tra le cose più significative il fatto che non dovranno pagare imposta di registro e di bollo. Inoltre sarà loro concesso di posticipare di un esercizio il termine entro il quale, in base al diritto societario, bisogna ricostituire il capitale nel caso le perdite siano pari ad un terzo del capitale sociale.

Finanziamento. Per facilitare la costituzione di un capitale iniziale il decreto permette alle start up di raccogliere il cosiddetto capitale diffuso, tecnicamente detto crowdfunding. Questa attività potrà avvenire attraverso speciali portali online e creando condizioni di accesso gratuito e semplificato alla garanzia sul credito bancario. Agevolazioni in questo campo ci saranno anche sul fronte fiscale: tutti i cittadini che nei prossimi tre anni investiranno in una start-up innovativa potranno detrarre dall’Irpef  il 19% della somma.

Lavoro. Anche in questo caso sono state decise una serie di misure che dovrebbero agevolare e rendere più flessibile l’occupazione. Nel concreto le assunzioni con contratto a termine potranno durare fino a 36 mesi, con la possibilità di un ulteriore rinnovo fino a 48 mesi, e non saranno soggette al contributo addizionale dell'1,4% previsto per finanziare l'Aspi.

© Riproduzione Riservata

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>