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Economia

La crisi economica in Europa è una guerra tra etnie

Per il New York Times la crisi europea rischia di trasformarsi in una guerra tra Paesi troppo differenti tra loro, con il pericolo di uno scontro violento in futuro

Nella foto la Cancelliera tedesca, Merkell, e il Presidente francese, Hollande, al vertice sulla crisi dell'eurozona. (Credits: AP Photo/Markus Schreiber)

Che l'Europa avesse qualche difficoltà a trovare soluzioni alla crisi condivise da tutti i Paesi, ce ne eravamo accorti. L'analisi del New York Times alla situazione nel Vecchio Continente, però, va ben oltre.

Secondo il quotidiano della Grande Mela, infatti, la crisi economica in atto non solo porta a scontri tra Paesi con culture e visioni differenti, ma e' frutto di un vero e proprio scontro etnico. "La crisi del debito in Europa - scrive Nicholas Sambanis sul New York Times - non e' solo una crisi economica: e' un crescente conflitto di identita' che si va sempre più inasprendo".

Partendo da questa convinzione, lo scenario prospettato dal NYTimes non è dei piu' rosei. Al contrario, secondo il prestigioso giornale americano "Come lo status dell'Europa declina, la gia' traballante identita' europea si indebolira' ulteriormente e i cittadini delle nazioni piu' ricche, come Germania e Francia, tenderanno sempre di piu' ad identificarsi nella popria nazione piuttosto che come europei".

Insomma, il disfacimento dell'Unione Europea non sarebbe altro che una questione di tempo. "Aumenterà la loro riluttanza a usare le proprie tasse per il salvataggio delle differenti etnie del Sud Europa, specialmente la Grecia  culturalmente molto distante". Sambanis, che è professore di Scienze politiche e Direttore del Programma di Etnie, Politche ed Economia di Yale, si spinge oltre: l'Europa e la sua identita' sono in declino - spiega - non appena riscoperte le identita' etniche, le stesse differenze etniche diventeranno sempre piu' pronunciate, in un tremendo circolo vizioso. "Questo è un fattore comune dei conflitti etnici in tutto il mondo - scrive Sambanis - è evidente anche in Europa oggi". Non siamo ancora allo scontro violento, insomma, ma poco ci manca. Con una tale analisi, il verdetto del NYT è chiaro: la moneta unica scomparira', nonostante la volonta' della "bellicosa Germania".

La stampa americana, del resto, non è nuova a commenti molto più che negativi sulla situazione economica europea ed italiana. Solo poche settimane fa, a metà luglio, era stata Marcia Kristoff Kurapovna, dalle colonne del Wall Street Journal, a scrivere che l'Italia farebbe meglio a tornare alle Città-Stato rinascimentali. Cresciute grazie alla competizione tra loro, Milano, Firenze, Genova e Lucca erano e rimangono - scriveva il WSJ - "troppo diverse tra loro" per essere inglobate in un sistema-Paese come l'Italia unita. "L'Italia non ha mai funzionato come Stato centralizzato" aggiungeva il quotidiano economico. A ricarare la dose anche il Financial Times, che metteva in dubbio anche la stessa unita' europea, paragonandola al Sacro Romano Impero sull'orlo del disfacimento. Secondo il Ft, infatti, Francia, Benelux, Germania e Nord Italia potrebber far parte di un'unica entita', che pero' dovrebbe escludere Spagna, Grecia e Italia del Sud.

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