Economia

Crisi finanziaria: cosa abbiamo imparato in cinque anni?

La tendenza alla deregolamentazione sembra indicare che siamo disposti a commettere gli stessi errori

Un broker guarda l’andamento della Borsa di Francoforte all’indomani del crack di Lehman Brothers (Thomas Lohnes/AFP/Getty Images)

Sono passati cinque anni dall’inizio della crisi finanziaria, ma con tutta probabilità, come fa notare The Atlantic , non abbiamo imparato nulla da questa esperienza. Quando Lehman Brothers e il sistema finanziario globale sono saltati, non sono saltati a causa dei mutui subprime, dell’avidità di alcuni e delle frodi. La crisi finanziaria che ha lasciato più di otto milioni di persone senza un impiego (pari al 6% della forza lavorativa americana), con i prezzi delle case che hanno perso in media il 30% è il risultato di una falsa idea. “L’idea che i mercati finanziari non regolamentati siano sempre una cosa positiva e che si può contare sul fatto che i banchieri, facendo i propri interessi, possono migliorare la vita di tutti”, scrive James Kwak, professore della scuola di legge dell’Università del Connecticut e co-autore del saggio : “La Casa Bianca brucia: i padri fondatori, il debito nazionale e perchè è importante per voi”. 

Adesso, l’ideologia della deregolamentazione è tornata. La prova? Il totonomine per il dopo Bernanke. “Larry Summers, a quanto pare, continua a essere la prima scelta del Presidente Obama per la Federal Reserve. Summers non manca certo di qualifiche, ma se uno ha capito il legame che unisce la deregulation degli anni Novanta alla crisi del 2008, Summers non sarebbe proprio il candidato ideale per uno dei due più importanti incarichi sul fronte della regolamentazione finanziaria”, prosegue il professore. Kwak ricorda come Summers fosse uno fra gli uomini di punta dell’amministrazione Clinton per la deregolamentazione finanziaria, nonché Segretario del tesoro quando è stato approvato l’Atto di modernizzazione dei servizi finanziari nel 1999 e l’Atto di modernizzazione dei futures del 2000. Per quale ragione, dunque, ci stiamo comportando come se gli ultimi cinque anni non fossero esistiti, si chiede il professore. “Le idee sono promosse da interessi economici e politici – conclude Kwak - e, purtroppo, la stabilità finanziaria non dispone di lobby”. 

Leggi l’articolo integrale: “Five years later, we’ve learned nothing from the financial crisis ” 

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