Economia

Perché i consumi scendono e i salari salgono pochissimo

I dati di marzo: la spesa alimentare cala del 6,8%, ma è "colpa" della Pasqua. Retribuzioni invariate ad aprile, crescita annua dell'1,2% la più bassa da 32 anni. E l'Istat prepara "l'indice del Pil dell'illegalità"

Le telecamere a circuito chiuso di un supermercato milanese. (Credit - Joel Saget/Afp

Sarà probabilmente “colpa della Pasqua”, ma il crollo delle vendite al dettaglio del mese di marzo sono impressionanti, scese del 3,5%. “Colpa” della Pasqua perché nel 2013 la festività è caduta a marzo mentre quest’anno è caduta in aprile e quindi è possibile che il dato del mese prossimo, che l’Istat diffonderà verso la fine di giugno, siano migliori rispetto all'aprile dell'anno scorso. Il crollo maggiore ha riguardato le vendite alimentari che, su base annua, sono scese del 6,8% tra marzo 2014 e marzo 2013: un dato così negativo non si registrava dall’inizio delle serie storiche, risalenti al 1995. La vendita di prodotti non alimentari (che non dovrebbero aver risentito in modo particolare dalla “mancanza” della Pasqua) è comunque calata dell’1,5% sempre su base annua mentre il calo è stato dello 0,2% nel confronto trimestre su trimestre. Il primo trimestre del 2014 ha visto, poi, un calo delle vendite al dettaglio complessive dell’1,8% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso. Le retribuzioni contrattuali, intanto, segnano un più 1,2% ad aprile rispetto allo stesso mese di un anno fa, che resta la crescita più bassa dall'inizio delle serie storiche, in questo caso risalenti al 1982.. 

Intanto fa discutere la decisione dell'Istat di produrre, fin dai prossimi mesi, un nuovo indice del Prodotto Interno Lordo (Pil). Quello attuale calcola solo le attività "legali" mentre quello al quale si sta lavorando è un indice (che verrà adottato da tutti i Paesi europei) che comprenda anche quelle illegali come spaccio di droga, contrabbando di sigarette e alcolici e prostituzione. L'economista Gian Maria Gros Pietro si è detto favorevole al nuovo indice: "Nel Pil bisogna metterci tutto - ha detto - anche se preferiremmo solo le attività legali".

Ma le innovazioni più importanti e interessanti sono altre due. La prima è che la spesa per la Ricerca e Sviluppo e la spesa pubblica per armamenti saranno riclassificate ed inserite nella griglia dell'Istat sotto la voce "spesa per investimenti". Inoltre, in base ai nuovi criteri l'Istat valuterà il Pil delle attiovità private e il Pil dell'attività delle amministrazioni pubbliche. Sarà interessante, a quel punto, verificare quanto davvero "vale" e "pesa" lo Stato sul totale dell'attività economica del Paese.

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