Economia

Cassa Integrazione e sussidi: l'accordo tra il governo e sindacati

375 milioni, per la proroga della Cig o come sussidio mensile. Ma solo in 9 aree di crisi. Poletti: un miliardo e mezzo per la povertà entro il 2017

Giuliano_Poletti

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti – Credits: ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il governo e i sindacati (Cgil, Cisl, Uil) hanno trovato un punto di accordo per i 35-40 mila lavoratori che hanno perduto il lavoro o rischiano di perderlo a breve nelle nove aree di crisi che erano state individuate in precedenza: tutte aree storicamente produttive come Piombino, Termini Imerese, la provincia di Rieti, la città di Taranto, Venafro-Campochiaro-Bojano e aree dell'indotto, che hanno subito in questi anni un grave processo di deindustrializzazione e conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. 

Il piano - siglato dai sindacati e  dallo stesso ministro Poletti - costerà circa 235 milioni, di cui 150 milioni assegnati per il sussidio da 500 euro di un anno (senza vincoli di reddito) che spetta a quei lavoratori delle aree di crisi che non hanno diritto alla Cassa Integrazione, e altri 85 milioni per la proroga della Cig straordinaria che doveva scadere alla fine di quest'anno.  Regioni e ministero dello Sviluppo economico potrebbero poi prevedere - nelle intenzioni del Ministero - un'ulteriore proroga alla Cig (al massimo di altri dodici mesi), se l'impresa presenta un piano industriale e un  piano di ricollocazione. Si tratta evidentemente di una soluzione tampone, che sarà operativa dal 1° gennaio 2016, che riguarda (per ora) solo queste nove aree di crisi industriali e che per di più richiederà, a livello parlamentare, la necessità di modificare il decreto legislativo 148 del 2015 sugli ammortizzatori sociali. Modifiche che sono state calendarizzate a metà settembre.

Non solo: in parallelo, e in collaborazione con Regioni (che finanzieranno almeno il 20% della cifra) e Anpal, la nuova agenzia nazionale per le politiche sociali, saranno attivati in queste aree percorsi di formazione e ricerca di nuovi posti di lavoro anche in tempi brevi. L'alternativa è quella di accettare un'offerta conciliativa, cioè un indennizzo pari a un mese di stipendio per ogni anno di lavoro. Le stesse aziende - ma tutto questo sarà oggetto di una trattativa separata con Confindustria - saranno chiamate a presentare un proprio piano che preveda il rientro dei lavoratori.

Per i lavoratori stagionali ricorrenti di turismo e terme - ai quali il Jobs Act aveva dimezzato il loro sussidio di disoccupazione - Poletti ha promesso che l'indennizzo passerà da tre a quattro mesi. Non saranno invece abliti i voucher come chiedevano i sindacati. Saranno solo tracciabili. Per i sindacati, e nella fattispecie per il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentinosi tratta di una mera risposta alle emergenze, non già di un piano di modifica profonda del sistema del welfare e delle politiche sociali per chi perde il lavoro. 

Il piatto forte - di cui erò non si è discusso con i sindacati - dovrebbe invece essere secondo Poletti quello di un piano contro la povertà che dovrebbe prevedere il raddoppio dei finanziamenti, dai 600 milioni attuali a 1,5 miliardi di euro entro il 2017 con cui riuscire a coprire l'intera platea di nuclei familiari con minori in difficoltà.

© Riproduzione Riservata

Commenti