Questo sito contribuisce alla audience di TGCOM24
Economia

Bernanke: 40 miliardi al mese per salvare l'America

La Fed decide per stimoli a tempo indeterminato all'economia Usa

Il Governatore della Federal Reserve Ben Bernanke

Il Governatore della Federal Reserve Ben Bernanke – Credits: AP Photo/J. Scott Applewhite

Perché Ben Bernanke, il presidente della Federal Reserve americana, ha esteso fino al 2015 la politica dei tassi a zero (inaugurata a dicembre 2008), ha deciso di proseguire fino a fine anno l'operazione Twist (grazie alla quale la vita media del debito viene allungata reinvestendo quelli che maturano su quelli in scadenza), e ha annunciato che acquisterà cartolarizzazioni di mutui per 40 miliardi di dollari al mese…fino a quando le prospettive del mercato del lavoro statunitense non miglioreranno?

Per Bernanke questi stimoli servirebbero a sostenere l'economia a stelle e strisce che, per quanto in crescita, poggia ancora su un equilibrio molto precario e, soprattutto, teme un nuovo rallentamento innescato dalle difficoltà che il Vecchio Continente continua a non essere in grado di risolvere.

Alla Banca Centrale americana non interessa aver sorpreso chi si aspettava che proprio in virtù di questa moderata ripresa alcune di misure di accomodamento fiscale sarebbero state ridotte, se non eliminate. La Fed ha preferito muoversi in un'ottica di medio periodo. Anzi, per dire la verità la vera novità è che non ha dato nessuna scadenza alle nuove misure approvate. Perché per quanto sia perfettamente consapevole che la politica monetaria non sia sufficiente a risolvere tutti i problemi dell'economia americana, non ha intenzione di contribuire al suo peggioramento cancellando stimoli o facilitazioni in un momento in cui l'outlook resta incerto.

Nello specifico, i nuovi stimoli sono stati pensati per fare in modo che la ripresa da moderata diventi vigorosa e permetta di fare qualche passo avanti dal punto di vista dell'occupazione; per aiutare l'inflazione a stabilizzarsi a un livello accettabile; per rendere più sicuro il mercato immobiliare; e contribuire (proprio grazie all’acquisto dei bond) alla riduzione del deficit americano.

E' stata probabilmente l'analisi dei dati relativi al 2012 a convincere Bernanke a fare di più per tenere fede alla sua promessa iniziale: mantenere la stabilità dei prezzi in un regime (ancora lontanissimo) di massima occupazione.

Le stime sulla crescita per l'anno in corso sono state riviste al ribasso, dall' 1,9-2,4% all' 1,7-2%; il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere vicino all’8% e quello di inflazione all'1,7 circa. Nel 2013, invece, qualcosa dovrebbe migliorare. La crescita dovrebbe assestarsi su un più che soddisfacente 2,5-3%; la disoccupazione scendere verso il 7,6% e l'inflazione rimanere allo stesso livello.

E se così non fosse, Bernanke potrebbe nuovamente stupire i mercati approvando altre iniziative capaci di stimolare il mercato Usa. Ecco perché non è un caso che nel documento appena approvato non sia stata precisata nessuna data come termine per l'applicazione del programma. Le cui indicazioni rimarranno quindi in vigore "fino a quando la ripresa non sarà stata ben avviata". Lasciando quindi alla Fed l'onere di decidere quando l'America potrà ricominciare a stare in piedi sulle sue gambe. Senza stimoli e aiuti.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>