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Economia

Benzina, gli sconti weekend dell'Eni fanno arrabbiare i concorrenti

I ribassi nel weekend hanno avuto grande successo, vista l’impennata dei prezzi della benzina. Ma per le altre compagnie è un 'colpo basso'

È il cane (a sei zampe) che si morde la coda. Da un lato il costo dei carburanti ha raggiunto in Italia il massimo storico: la verde oltre i 2 euro al litro. Dall’altra l’estate è stata segnata dagli sconti nel weekend: «Riparti con Eni», iniziativa lanciata con grande successo dal leader di mercato (-20 cent al litro per oltre 40 milioni di rifornimenti effettuati finora al fai-da-te), ha obbligato le altre compagnie petrolifere ad adeguarsi. Un bel vantaggio per gli automobilisti (le associazioni di consumatori hanno chiesto l’estensione dell’iniziativa oltre l’estate), ma una batosta per i concorrenti. «La scelta dell’Eni è stata vissuta come un colpo basso da parte delle altre compagnie» spiega Davide Tabarelli, presidente della Nomisma Energia. «Oltretutto in un momento di forte calo di vendite: meno 9 per cento nel primo semestre di quest’anno, a causa della crisi economica».

Secondo Tabarelli, l’obiettivo dell’Eni era anche recuperare quote di mercato nei confronti delle cosiddette pompe bianche (cioè senza marchio, sono circa 1.500 su una rete di 24 mila impianti) «che praticavano spesso prezzi fino a 10 centesimi in meno e oggi sono quelle che soffrono maggiormente». Ma sono stati soprattutto i concorrenti maggiori del cane a sei zampe che, volenti o nolenti, hanno dovuto adeguarsi: la Esso in alcuni casi è arrivata a -29 centesimi, mentre l’Ip del gruppo Api (Brachetti Peretti) ha proposto uno sconto di 16 centesimi anche negli impianti che offrono solo la modalità servito, e sin dalla mattina del venerdì. Anche la Shell ha fatto sconti di circa 10 cent in parte dei suoi impianti e la Total Erg nelle zone a maggiore concorrenza ha abbassato i prezzi di 15 cent.

«Il punto è che trasporto, stoccaggio, investimento nella distribuzione e margine del gestore valgono in tutto almeno 15 centesimi» calcola Tabarelli. «Se lo sconto è superiore, le compagnie vanno in perdita, infatti l’Eni ha ammesso che è un’operazione con un costo superiore a 200 milioni di euro. E non tutti se lo possono permettere».

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