Economia

Allarme della Bce: fuga di capitali a fine 2012. Ma lo spread continua a scendere

L'Eurotower si riferiva ai movimenti tra il 2 e 12 dicembre quando il PdL annunciò di ritirarsi dalla maggioranza. Ma Bankitalia non ci sta: il quadro degli ultimi mesi è nel complesso positivo

Il presidente della Bce, Mario Draghi

MARIO DRAGHI

Un errore o un avvertimento? E’ questa la domanda che si sono posti ieri in Via Nazionale, ma anche nei corridoi del ministero del Tesoro, negli uffici degli analisti finanziari milanesi e nelle redazioni dei quotidiani, di fronte a una frase rilanciata dalle agenzie e contenuta nel recente bollettino della Bce, la banca centrale europea guidata con sapienza negli ultimi mesi dal presidente Mario Draghi.

Una considerazione che, secondo alcuni, potrebbe aver vinto il premio della frase "più fraintesa, fraintendibile e potenzialmente fuorviante dell’anno", come ha scritto Morya Longo, un giornalista del Sole 24 ore che sa descrivere bene i retroscena dei mercati.

Eccola: "L’accresciuta incertezza politica in Italia è stata all’origine di alcuni flussi di capitali, con l’obiettivo di ricercare investimenti più sicuri verso i titoli emessi da quei Paesi con rating AAA".

Un fulmine a ciel sereno, visto che quasi tutti i dati, e relativi articoli comparsi in queste settimane, sottolineavano proprio il contrario. E cioè che l’Italia aveva beneficiato negli ultimi mesi del ritorno dei capitali stranieri dopo mesi di fughe di massa da parte di fondi e banche d’investimento esteri.

Lo dimostrano, tra l’altro, l’abbassamento dello spread (diminuito di 270 punti base dal picco di novembre 2011), le recenti aste di Btp (il 60% degli ordini proveniva dall’estero) e il rally dei titoli bancari (Piazza Affari è salita del 42% dai minimi di luglio), grazie anche al ritorno di molti investitori che nel 2012 avevano preferito disfarsi dei titoli del comparto finanziario tricolore (Mps, per esempio, ne sa qualcosa).

C’è da dire, però, che il movimento a cui si riferiva la Bce è quello rilevato a fine 2012, per l’esattezza tra il 2 e 12 dicembre, in cui lo spread tra Btp e Bund salì a 352 punti. Erano gli ultimi travagliati giorni della maggioranza che ha sostenuto il governo tecnico, dopo l’annuncio del ritiro della fiducia del PdL.

Del resto in quei giorni gli osservatori si chiedevano se i mercati temessero più un ritorno di Berlusconi o l’addio di Monti .

Tuttavia, l’osservazione dell’Eurotower non è piaciuta a Bankitalia i cui esperti hanno ricordato come negli ultimi mesi si sia registrato un quadro nel complesso positivo, sia sotto il profilo dei rendimenti sia in relazione agli afflussi di capitali su titoli pubblici e bancari.

Nelle ultime settimane, poi, non si sono registrati segnali di inversione di questa tendenza. Anzi. Lo spread giovedì ha chiuso a quota 264 punti, 91 punti sotto il rendimento dei titoli spagnoli. Il 9 novembre 2011, quando l'Italia raggiunse il picco di 575 punti, i titoli decennali di Madrid viaggiavano 167 punti più in basso.

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