Economia

Banca d'Italia: i quattro numeri della crisi italiana

Nel 2013, Pil al -2%, l'aiuto dello spread, disoccupazione in aumento e consumi in diminuzione

Ignazio Visco

Il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco – Credits: DANIELE SCUDIERI / Imagoeconomica

Il  governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco non riesce proprio a  essere ottimista. No. In una lectio magistralis all'università di  Firenze (peraltro interrotta dalle proteste di alcuni studenti) parla di recessione almeno fino alla prima metà del 2013. E lo fa numeri alla mano.

Ecco quali sono le cifre, poco confortanti, presentate da Visco.
- PIL: secondo il bollettino economico della Banca d’Italia il prodotto  interno lordo italiano sarebbe sceso del 2,1% nel 2012 ma le previsioni,  nel 2011, erano di una crescita di circa un punto. Le stime sono di un  -1% nel 2013 contro l’iniziale -0,2%.

- SPREAD: è centrale. Il prodotto interno lordo è sceso di due punti  anche perché lo spread aveva toccato livelli altissimi nel luglio scorso  e le manovre economiche che hanno fatto seguito hanno contribuito al  suo ridimensionamento, secondo Banca d’Italia. Se non si fosse ridotto  il pil avrebbe sofferto di un calo complessivo del 3%.

- DISOCCUPAZIONE: aumenterà di un punto percentuale al 14% nel 2013 e  ristagnerà nel 2014 con particolare sofferenza per quella giovanile che  ha già raggiunto il 37,1%.

- CONSUMI : sono e saranno in calo. Il reddito delle famiglie scende e di  conseguenza anche i consumi con un -4,3% nei primi tre trimestri del  2012 e una depressione che certo non finirà.

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