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Volkswagen, tutte le conseguenze della frode Usa sui motori diesel

Il gruppo tedesco rischia una supermulta da 18 miliardi di euro. Coinvolti nell'operazione illecita 11 milioni di autoveicoli

Martin Winterkorn-Volkswagen

L'amministratore delegato di Volkswagen Martin Winterkorn – Credits: John Macdougall/AFP/GettyImages

Avrà certamente delle conseguenze molto pesanti il vero e proprio scandalo emerso in queste ore negli Stati Uniti e che ha al centro le falsificazioni sui dati delle emissioni dei motori diesel di ben 11 milioni di autovetture a marchio Volkswagen.

Il gruppo automobilistico tedesco infatti, per ammissione dello stesso proprio numero uno, l'amministratore delegato Martin Winterkorn, avrebbe manomesso illegalmente i risultati dei test sui controlli delle emissioni nocive dei modelli equipaggiati con il motore diesel 2 litri che negli Usa è in dotazione a Golf, Jetta, Passat, Maggiolino e Audi A3. Il tutto ovviamente per poter pubblicizzare veicoli che avrebbero avuto un tasso di inquinamento inferiore a quello reale.

 
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Un’operazione maldestra, realizzata attraverso l’uso improprio di un software installato sulle vetture incriminate, che una volta scoperta, come detto, rischia di avere effetti decisamente devastanti sul colosso automotive. La prima ricaduta negativa si è avuta in effetti non direttamente negli Usa, ma in Europa. Alla Borsa di Francoforte infatti, in apertura di contrattazioni il titolo Vw perdeva stamane ben il 16% sull’onda proprio delle preoccupanti notizie che giungevano da oltreoceano. Come noto infatti, gli americani sono particolarmente severi nel punire le truffe di carattere consumistico. Nel caso specifico il Gruppo guidato da Winterkorn, è finito nel mirino dell’Epa, l’Eviromental protection agency, l’agenzia federale per la protezione ambientale. L’ente in questione ha innanzitutto ordinato il blocco della commercializzazione dei modelli incriminati, e inoltre ha imposto il ritiro dal mercato di tutti quelli messi sul mercato dal 2008 a oggi.

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Stiamo parlando di circa mezzo milione di veicoli. Ma come se questo non bastasse, per la casa automobilistica di Wolfsburg è in arrivo una supermulta per l’accaduto che, le prime indiscrezioni, ammettono potrebbe anche raggiungere la cifra record di 18 miliardi di euro. Un vero e proprio salasso che potrebbe pesare non poco sulle casse del colosso tedesco. Un colpo di livello economico a cui oltretutto si aggiungerebbe quello, di più lunga gittata, riguardante l’immagine stessa del marchio teutonico. Non è escluso infatti che l’amministratore delegato Winterkorn sia costretto a recarsi davanti al Congresso americano per porgere le proprie scuse ufficiali al Paese per la truffa perpetrata. Una circostanza neanche tanto remota visto che già in passato Mary Barra di Gm e Akio Toyoda della Toyota, furono chiamati a fare lo stesso, rispettivamente per dei blocchetti di accensione difettosi e per problemi di accelerazione incontrollata dei veicoli. Insomma, si tratta senza dubbio di una mazzata durissima per Volkswagen e le conseguenze probabilmente si faranno sentire per lungo tempo.

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