Aziende

Uber: come si diventa autista in Italia

Ecco quali documenti servono e come presentare la domanda

Uber

Una schermata di Uber – Credits: iStock - kasinv

Per entrare a fare parte degli autisti Uber in Italia bastano una licenza NCC (noleggio con conducente) e una berlina o un van di lusso. Per fare domanda, ci si collega al sito di Uber e si entra nella sezione “Diventa autista” che ospita un modulo di richiesta. Successivamente, il team della città di riferimento contatterà il candidato per un appuntamento in cui dovranno essere presentati documenti relativi all’auto e alla professione. In particolare, servono: l’autorizzazione Ncc, la carta di circolazione della vettura e l’assicurazione. Per quanto riguarda l’autista, invece, occorrono: la patente, la patente professionale KB e l’iscrizione al ruolo di conducenti presso la Camera di Commercio. Se la documentazione e l’auto soddisferanno gli standard dell’azienda, il nuovo driver è abilitato e libero di andare online in base alle sue disponibilità, senza nessun vincolo. 

LEGGI ANCHE: così Uber ci ha cambiato la vita

- LEGGI ANCHE: le cinque migliori alternative al taxi

- LEGGI ANCHE: Uber risponde ai tassisti: ecco i veri numeri

In occasione, del colloquio al candidato sarà illustrato il funzionamento della app. L’app, in particolare, offre ai clienti Uber la possibilità di conoscere il costo della corsa, il tempo stimato per l’arrivo e la capienza prima di accettare il servizio. Una volta prenotata la corsa, l’app fornisce al cliente informazioni aggiuntive come il nome dell’autista, il modello dell’auto, la targa e la valutazione degli utenti che hanno già viaggiato, ma anche la posizione in tempo reale dell’auto (l’80% delle corse ha un tempo di attesa inferiore a dieci minuti) che può essere condivisa con i propri contatti per aggiornarli sul proprio arrivo. Il servizio Gps, inoltre, è pensato per eliminare il rischio di truffe sulla tariffa. Al termine della corsa, il cliente riceve una mail riepilogativa del viaggio e ha la possibilità di dare il proprio parere nella valutazione del servizio. Infine, proprio perché Uber richiede un’iscrizione, le parti sono a conoscenza dell’identità di driver e cliente e questo contribuisce a migliorare il livello di sicurezza.

In Italia, fa sapere l’azienda, sono attualmente un migliaio i partner attivi (ma sono oltre un milione nel mondo) e 83mila i clienti che hanno fatto almeno una corsa negli ultimi tre mesi nelle zone di Milano e Roma, dove il servizio è presente. In realtà, il potenziale inevaso è molto alto, specie se si considerano i turisti stranieri provenienti da oltre settanta paesi del mondo in cui il servizio è attivo che si collegano alla app cercando un'auto durante il loro soggiorno nel nostro paese.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti