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Rcs: Della Valle in prima linea nel ricorso al Tar contro la Consob

L'atto è stato depositato con Imh e Pirelli. La commissione "è mancata pesantemente" nell'opa e ora deve "fare chiarezza"

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Diego Della Valle, fondatore di Tod's – Credits: GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images

DiVi Finanziaria di Diego Della Valle, International Media Holding e Pirelli hanno depositato un ricorso presso il Tar del Lazio contro la decisione della Consob sulla mancata sospensione cautelare dell'offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Cairo Communication sulle azioni Rcs Mediagroup.

La Consob "è mancata pesantemente" nell'operazione Rcs e ora deve "fare chiarezza" e "prendersi la responsabilità di dirci in modo compiuto come stanno le cose a norma di legge e farlo in tempi rapidi" ha dichiarato Della Valle in una conferenza stampa. "Dobbiamo essere sicuri che ci siano controllori agili e precisi", ha aggiunto l'imprenditore, che insieme a Mediobanca, UnipolSai, Pirelli e Andrea Bonomi aveva promosso su Rcs un'opa concorrente rispetto a quella di Urbano Cairo. "Io voglio andare fino in fondo, voglio che ci dicano la verità", ha detto ancora.

Non c'è niente di personale in quest'operazione, ma quello che va chiarito è che "la Consob con il silenzio ha favorito una parte, sollecitata a darci risposte determinanti per capire se le cose si facevano in modo corretto non ha mai risposto nulla e ha perso una ulteriore occasione quando ha consentito con poche frasi   approssimative che si cambiasse la proprietà di una azienda. Io non mollo e se mi dicono che l'operazione è corretta faccio un passo indietro e rimango secondo azionista".

E ancora: "Noi non siamo venditori ma compratori di azioni, tanto più se i piani sono buoni, - e quello nostro era buono - e non vogliamo alzare polveroni" e ha poi ricordato che "abbiamo investito più o meno 220 milioni in Rizzoli nelle varie fasi, dai furbetti del quartierino a quando la Fiat voleva mollare la presa".

Della Valle ha poi sottolineato come "io e Rotelli penso che siamo quelli che più hanno investito, adesso mi aspetto che ci dicano con chiarezza come stanno le cose, siamo andati dal Tar e in procura per proteggerci, non mi sento soddisfatto da quello che ha fatto la Consob, voglio che ci dicano la verità perchè oggi noi siamo fuori da una operazione che ci dovrebbe vedere dentro e io non mollo".

"Mi era stato proposto di partecipare alla cordata di Intesa ma ho risposto che non potevo perchè avevo partecipato alla elezione dell'attuale consiglio, fatto di tecnici competenti e indipendenti che dovevo far lavorare e non potevo lasciare un gruppo di persone con cui avevo stabilito queste cose mesi prima... mi ero seduto al tavolo con Elkann e ho più amici di là che di qua, ma non ho partecipato a quella cordata per coerenza, perchè si cominciava a respirare l'aria di una società gestibile".

Della Valle ha poi ricordato come "in Rizzoli ho fatto fatica a toccare palla, lo facevano i vecchi marpioni, il vero potere che c'era allora era quello che gestiva il paese, Romiti, Fiat e Mediobanca e sono uscito dal consiglio di Rcs per divergenze con Elkann, Pagliaro e Bazoli". L'imprenditore si è poi rivolto ai giornalisti sottolineando come "la stampa in buona fede si è fatta trascinare nello storytelling di un giovane che arriva e smonta un mondo di vecchi babbioni, ma io non accetto di essere considerato tra questi"

"Non credo - ha aggiunto - che ci meritiamo tutti un trattamento di questo tipo. Nell'operazione Rizzoli chi è il vecchio tra Intesa e Mediobanca?" si è domandato. "Sono uguali - ha affermato - Messina è il vero nuovo nel settore bancario, mentre Bazoli non è il nuovo di niente ma non voglio fare polemiche con lui", ha concluso.

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