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Pirelli-Michelin e la guerra per la Formula 1

Il gruppo di Marco Tronchetti Provera in pole position per il rinnovo. Rifornire i team in gara significa rivolgersi a un audience di un miliardo di persone

Mark Webber su Red Bull durante la prima sessione di prove per il Gp d'Italia 2013 a Monza – Credits: Giuseppe Cacace/Afp/Getty Images

Con il Gran Premio d'Italia che si correrà domenica a Monza, il circus delle quattro ruote ha ormai oltrepassato la metà della stagione 2013 (si chiude il 24 novembre a Interlagos, Brasile). Eppure non si sa ancora chi fornirà gli pneumatici ai team dal 2014 in poi.
Pirelli è in scadenza. Il gruppo di Marco Tronchetti Provera infatti ha un contratto triennale 2011-2013 giunto ormai al termine. Nel frattempo Michelin è tornato a farsi avanti, forte anche di alcune polemiche legate ai problemi verificatesi nel corso Gran Premio di Gran Bretagna e ai conseguenti dubbi sollevati sulla sicurezza degli pneumatici utilizzati.

Alcune indiscrezioni di stampa infatti hanno recentemente riportato l'avvio dei colloqui tra il colosso transalpino e la Fia (Federazione Internazionale automobilismo). Michelin, dopo aver lasciato il circus nel 2006, si sarebbe detta pronta a scendere di nuovo in campo nel circus nonostante il poco tempo a disposizione. “La nostra posizione è adesso nota a tutti. Se la F1 è disposta a trattare noi siamo pronti a farlo” ha dichiarato Pascal Couasnon, direttore di Michelin Motorsport, a Le Figaro. "Se sono disposti a discutere, per vedere come possiamo utilizzare e presentare il pneumatico in modo diverso, siamo pronti a farlo ha poi aggiunto il manager francese che poi, quanto alle eventuali future innovazioni ha ipotizzato persino la possibilità di montare un pneumatico più grande (18 pollici rispetto agli attuali 13) sulle monoposto in gara. 

Bridgestone invece, che è stata in carica fino al 2010, ha confermato la propria mancanza di interesse a ritornare il F1, almeno per ora. A Michelin poi non dispiacerebbe un ritorno al regime di concorrenza nella Formula uno, una strada peraltro ritenuta dagli esperti piuttosto costosa sia per i team che per le società attive nella produzione di pneumatici. In merito Paul Hembery, responsabile Motorsport del gruppo della Bicocca, ha dichiarato recentemente alla stampa: “Abbiamo un contratto con i team e le regole attuali non consentono un regime di concorrenza...Stiamo facendo il nostro lavoro e se le regole cambieranno ci verrà comunicato qualcosa a riguardo”. 

D'altro canto Pirelli sembra in pole position per assicurarsi la firma di un nuovo contratto pluriennale anche se i problemi riscontrati nei primi GP hanno fatto probabilmente slittare il rinnovo. L'accordo è stato raggiunto con la maggioranza dei team (10 su 11, ma l'undicesimo team potrebbe non correre nel 2014). E per di più il gruppo milanese gode dell'avvallo del patron della F1 Bernie Ecclestone. L'imprenditore a capo del FOM (Formula one management a cui la Fia ha concesso i diritti commerciali sullo sport fino al 2110)  in un'intervista a Speed.com, ha ricordato che ''la Formula 1 e la Pirelli hanno un contratto'. Quanto al ruolo della Fia con cui appunto Michelin avrebbe avviato dei colloqui, Ecclestone ha ribadito: "La Fia non ha alcun ruolo negli aspetti commerciali. La Fia si occupa della gestione dei regolamenti'. All'interno del consiglio mondiale, ha sottolineato l'imprenditore, Jean Todt, presidente della Fia, avrebbe solo un voto. Ecclestone infine ha negato che vi siano state richieste per un ricambio da parte dei team che anzi si sarebbero detti soddisfatti della soluzioni apportate alle gomme.  La Fia in ogni caso si riunirà il 27 settembre e per quella data dovrebbe essere assunta una posizione in merito.

Detto questo resta da chiarire il motivo di questa guerra per l'appalto delle quattro ruote nel circo della Formula 1. Sulla base del contratto triennale siglato con Pirelli (la prima società, a quanto pare, a farsi pagare per la fornitura), ogni team riconosce al gruppo milanese 135 milioni di euro l'anno. Una cifra con cui il gruppo milanese va in pari. Nulla più.
Il colosso guidato da Marco Tronchetti Provera ha infatti dovuto investire nella ricerca per rispondere alle richieste di maggiore spettacolarizzazione del circus (più cambi di ruote nel corso della gara così da aumentare le opportunità di sorpasso), senza con questo trascurare il fattore sicurezza. Secondo quanto previsto dal contratto di fornitura, il gruppo della Bicocca metta a disposizione di ciascun team, 6  soluzioni (quattro per l'asfalto asciutto e due per il bagnato) e, più in dettaglio: "quattro slick, caratterizzati da mescole differenti e destinati alle gare con asfalto asciutto; un pneumatico rain sviluppato per le condizioni di pioggia intensa; un pneumatico intermedio, destinato agli asfalti umidi e alle condizioni di pioggia leggera".  Si possono immaginare i costi visto poi che, nel corso di ogni GP, le ruote vengono cambiate 2-3 volte per ogni team. Il ritorno è chiaramente di immagine: si calcola che il pubblico dei Gran Premi arrivi a un miliardo di persone.

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