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Orovacanze raddoppia

Grazie all’acquisizione della Valtur, che punta ad aprire 10 nuovi villaggi in cinque anni, il gruppo dovrebbe portare il suo giro d’affari a 167 milioni nel 2019, contro gli 86 stimati per il 2014

Domenico Pellegrino, direttore generale Orovacanze e Valtur – Credits: Ansa

Valtur riparte con Orovacanze e punta di più sull’estero. Nella nuova vita del marchio, che ha fatto la storia del turismo italiano, ci sono 10 aperture già entro il 2019. L’infilzata di nuove strutture sarà concentrata su destinazioni estere, sia a lungo raggio (Maldive, Zanzibar, Baleari), sia a corto (come Egitto, Grecia e Turchia). Anche sull’Italia le novità non mancano: l’estate 2014 si aprirà infatti con cinque club "new entry" (Capo Boi e Marinella in Sardegna, Capo Calavà in Sicilia, Itaca Nausicaa in Calabria e il Garden nella Maremma Toscana).

Per Valtur, che festeggia 50 anni, significa un ritorno sul mercato da protagonista dopo l’amministrazione controllata e a poco più di sei mesi dall’acquisizione del marchio e dei suoi asset a opera di Orovacanze. Il gruppo, creato nel 1996 dall’imprenditore montenegrino Franjo Ljuljdjuraj, residente da 40 anni in Italia, ha acquisito in ottobre il 58 per cento del brand mentre il restante 42 per cento è in mano alla Banca popolare di Vicenza.
Ora l’obiettivo di Orovacanze è di arrivare a un raddoppio dei numeri anche grazie alla dote che porta Valtur con la sua esperienza soprattutto per il mercato delle famiglie.

Secondo il piano industriale, nel 2019, quando tutte le strutture saranno pienamente operative, Orovacanze avrà un giro d’affari di 167 milioni (dagli 86 stimati nel 2014) con una crescita media del 14 per cento e 2,6 milioni di presenze potenziali l’anno (oggi sono 1,7 milioni). Obiettivo che passa anche per il cuore: "Valtur ha una bellissima anima, alla quale ora bisogna restituire il corpo che merita" è stata la promessa di Domenico Pellegrino, da poco nominato direttore generale del gruppo Orovacanze e di Valtur. L’investimento complessivo per la crescita strategica ammonta a circa il 10-15 per cento dei margini annui. Il piano prevede anche lo sviluppo del flusso di turisti provenienti dall’estero oltre al miglioramento e alla razionalizzazione delle strutture esistenti, per cui sono stati stanziati 14 milioni di euro per tre anni.

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