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Mps, perché ha bisogno di quasi 9 miliardi di euro

La Bce considera la banca una minaccia per il sistema finanziario e ha chiesto di fare un aumento di capitale più sostanzioso del previsto

Non più 5 miliardi di euro ma la bellezza di 8,8 miliardi. E' l'entità del prossimo aumento di capitale che verrà messo in cantiere dal Monte dei Paschi di Siena con il sostegno dei soldi pubblici. E' notizia di questi giorni che la Banca Centrale Europea (Bce) ha inviato all'istituto toscano una bella “letterina natalizia” che può essere considerata però tutt'altro che un regalo. Con la sua missiva, infatti, la Bce ha chiesto a Mps di aumentare di oltre 3 miliardi la già pesantissima ricapitalizzazione da 5 miliardi di euro avviata (purtroppo senza successo) nei mesi scorsi.


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Dopo aver chiesto i soldi agli investitori sul mercato, nelle settimane passate il Monte dei Paschi ha comunicato la necessità di ricorrere al salvagente di Stato, incontrando subito la disponibilità del governo che ha approvato un decreto ad hoc, stanziando 20 miliardi di euro per un nuovo fondo Salva-Banche. Di questi 20 miliardi stanziati, ben 6,5 saranno destinati soltanto all'aumento di capitale di Mps, proprio perché la Bce ha appena chiesto di fare una iniezione di liquidità più forte del previsto.

Oltre ai soldi messi sul piatto dallo Stato, altri 2,3 miliardi di euro verranno rastrellati dalla banca con la conversione forzata in azioni delle obbligazioni subordinate di Mps detenute dagli investitori istituzionali. Alla fine di questa girandola di operazioni, la ricapitalizzazione ammonterà appunto a 8,8 miliardi di euro. Sottoscrivendo le nuove azioni il Ministero dell'Economia dovrebbe arrivare a detenere nell'istituto toscano una quota del 62% del capitale mentre il restante 38% sarà in mano agli investitori istituzionali.


Mps e l'aumento di capitale, le cose da sapere


Vista la maxi-pretesa della Bce, viene da chiedersi ovviamente perché le autorità di Francoforte siano state così severe con il Monte dei Paschi. La spiegazione formale è che la situazione di Mps pare talmente grave da richiedere lo stesso trattamento riservato alle banche greche lo scorso anno. Negli ultimi stress test (cioè agli esami sulla solidità patrimoniale delle maggiori banche del Vecchio Continente effettuati dalla Banca Centrale Europea), Mps ha ottenuto risultati pessimi.


In uno scenario avverso, caratterizzato da una grave crisi economica e finanziaria, il Monte dei Paschi avrebbe un indice di solidità patrimoniale Cet 1 (Common Equity Tier 1) addirittura negativo, per oltre il 2,2%. In pratica, se ci fosse una nuova grave recessione o un crollo dei mercati, l'istituto toscano rischierebbe di andare a gambe all'aria in pochissimo tempo. Per questo, gli organi di vigilanza della Bce hanno chiesto un cuscinetto di capitale aggiuntivo, per rendere la banca ben più robusta e portare il suo Cet1 (sempre in uno scenario avverso) attorno al 4,5%.


Mps, storia di una (o più) crisi


Non manca però chi una ragione ben diversa vede dietro questa grande severità della Bce. Le funzioni di vigilanza di Francoforte sono infatti molto sbilanciate su posizioni filo-tedesche e oggi, non senza qualche pregiudizio di troppo, considerano il sistema bancario italiano come una mina vagante che va disinnescata subito per non far tremare i mercati finanziari europei. Ancora una volta, insomma, gli equilibri nazionali sembrerebbero contare di più dei numeri e dei bilanci di una banca.


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