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È morto Peppino Fumagalli, il papà della Candy

All'età di 86 anni si è spento Peppino Fumagalli l'inventore, assieme al padre Eden e ai fratelli Niso ed Enzo, della prima lavabiancheria italiana

Industria: è morto Peppino Fumagalli, patron gruppo Candy

E' morto Peppino Fumagalli, all'età di 86 anni. Imprenditore e fondatore del gruppo Candy – Credits: Ansa/Ufficio stampa Candy Group

È come se un'epoca si stesse chiudendo: i grandi industriali degli Anni 50 ci stanno lasciando, con la loro grande strategia d'espansione e di internazionalizzazione che li caratterizzava. E la genialità dell'inventore. Come quella di Peppino Fumagalli che nel 1946 inventò la prima lavabiancheria italiana insieme al padre Eden (fondatore negli anni trenta delle Officine Meccaniche Eden Fumagalli) e ai fratelli Enzo e Niso. 

E cambiò la vita e le abitudini degli italiani (e soprattutto delle italiane): un oggetto speciale, la lavabiancheria, che finalmente sostituiva il lavoro manuale, spesso molto pesante, di milioni di donne.
"Candy sa come si fa” risuona nella mia memoria di bambina, quando era ancora considerato un oggetto quasi magico che non tutti avevano ma che tutti desideravano.



 

Alla guida del gruppo sin dalla fine degli anni '50, Peppino Fumagalli venne nominato amministratore delegato in seguito alla scomparsa del padre nel 1970. 
Da qui la grande espansione che ha portato l'azienda di Brughiero, in provincia di Monza e Brianza, a operare con marchi internazionali come Candy e Hoover, arrivando a impiegare 5.300 dipendenti. 
Otto gli stabilimenti oggi esistenti con un fatturato di oltre 860 milioni. 
Nel 1973 venne nominato Cavaliere del Lavoro della Repubblica e nel '98 ricevette dalla Regina Elisabetta la nomina a Honorary Commander of the British Empire.

Oggi alla guida dell'azienda restano i figli Beppe, Amministratore Delegato Candy Group e Aldo, Direttore Business Sector Washing Appliances e Presidente di Candy Spa, che con i cugini Silvano e Maurizio sono la terza generazione monzese alla guida della multinazionale ormai presente in tutto il mondo.

Lui stesso nel 1994 aveva così descritto il passaggio generazionale: “Ho consegnato le chiavi dell’azienda ai miei due figli e ai tre nipoti, figli di Niso. Ho detto: adesso, andate avanti voi. Così come aveva fatto mio padre con noi nel 1970. Solo quando l’ho fatto io, ho capito quale atto di grande generosità avesse compiuto mio padre nei nostri confronti”.

Si conclude la vita di un uomo che ha percorso quasi un secolo attraverso una straordinaria avventura industriale innovando un Paese come l'Italia ed espandendo l'azienda in Europa e sino in Cina.

Lo salutiamo con lo spot  di uno dei modelli storici di Candy. "In casa c'è chi lo fa meglio di me!".

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