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Ai Mondiali in Brasile Nike potrebbe battere Adidas

La multinazionale americana insidia l’azienda tedesca sul suo terreno di gioco: il campo da calcio

Un’immagine di “Brazuca”, il pallone ufficiale dei Mondiali di calcio 2014 firmato Adidas – Credits: Christof Stache/AFP/Getty Images

I risultati di Adidas, nel primo trimestre, non sono stati incoraggianti. I profitti, infatti, sono calati del 34% e si attestano a quota 283 milioni di dollari, mentre le vendite, a livello globale, hanno registrato una contrazione del 6%, secondo quanto riferisce Business Insider . Fra le variabili che hanno impattato sui risultati ci sono la volatilità delle monete nei mercati emergenti e un rallentamento delle vendite in Nord America, dove il trimestre ha chiuso a -20%. Una parte della responsabilità è stata attribuita alla debolezza del divisione dedicata al golf che che ha segnato -38%, mentre il retail ha brillato con +22%. Alla fine, Adidas non ha ritoccato le previsioni che, per l’anno in corso, si attestano su una cifra singola.

Tutto bene, dunque? Non proprio, perché l’arci-nemico Nike continua a macinare quote e successi. Lo evidenzia Business Week  che ricorda come l’azienda tedesca sia stata il monopolista assoluto fino agli anni Settanta quando, uno sconosciuto rivenditore di scarpe cinesi da atletica - Phil Knight - ha deciso di scendere nell’arena. Quarant’anni più tardi, Nike è la più grande multinazionale di abbigliamento e articoli sportivi, con un giro d’affari da 25 miliardi di dollari e il 17% di quote di mercato, mentre Adidas può contare sul 12% delle quote. Quando si tratta di calcio, i due concorrenti sommati detengono il 70% del mercato. 

Ma è proprio qui che la competizione si fa più accesa. Dal calcio, Nike ha fatto sapere di aver incassato 1,9 miliardi di dollari nel 2013. Secondo le stime, Adidas – che non rilascia informazioni ufficiali in proposito – si attesterebbe su 2,4 miliardi di dollari. Fino al 1994, quando i mondiali di calcio sono stati ospitati dagli Stati Uniti, Nike non si era mai occupata di questo sport, ma nel tempo ha recuperato terreno, insidiando la posizione dominante di Adidas. Al prossimo fischio di inizio dei mondiali in Brasile, Nike sponsorizzerà dieci squadre, contro le nove di Adidas. E mentre Adidas spende centinaia di milioni di euro per sponsorizzare gli eventi, Nike punta su un marketing molto aggressivo che lega abilmente il nome dell’azienda alle gare. Infine, sul fronte della scelta dei testimonial, Adidas sponsorizza gli atleti e Nike punta sulle celebrità dello sport, rendendo più impattante l’eco della sua comunicazione. Pur segnato dalla turbolenza valutaria, il fatturato trimestrale di Nike ha battuto le proiezioni degli analisti con +12,7% e un giro d’affari di 6,97 miliardi di dollari. 

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