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Vivendi: "Puntiamo al 30% di Mediaset"

Intanto Fininvest ha presentato alla Consob un esposto per manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate

Lo scontro tra Mediaset e Vivendi si fa sempre più duro, dopo il dietrofront del gruppo guidato da Vincent Bollorè nell'onorare gli accordi presi nell'operazione di cessione di Mediaset Premium e la successiva scalata ostile. Ecco come la situazione continua a evolvere.

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19 dicembre

18:40 - Vivendi comunica in una nota di aver deciso di aumentare il proprio investimento in Mediaset con l'acquisto di altre azioni fino al limite del 30% del capitale.

La mossa di Vivendi è stata decisa, si afferma, "in seguito all'incontro tra il presidente Arnaud de Puyfontaine e l'amministratore delegato Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, al comunicato stampa Mediaset del 17 dicembre e considerando le recenti prese di posizione di Fininvest. Il consiglio di gestione di Vivendi, con l'autorizzazione del consiglio di sorveglianza, ha deciso quindi di aumentare la quota in Mediaset "in funzione delle condizioni di mercato entro il limite del 30% del capitale e dei diritti di voto".

Vivendi, prosegue la nota, "ricorda che la presenza nel capitale di Mediaset è in linea con la volontà di sviluppare la propria attività nell'Europa del Sud e le proprie ambizioni strategiche di un gruppo europeo major internazionale nel settore dei media e dei contenuti".

18:25 - Fininvest ha presentato oggi a Consob un esposto per manipolazione del mercato e abuso di informazioni privilegiate nei confronti di Vivendi. Lo annuncia la finanziaria della famiglia Berlusconi in una nota.

L'atto fa seguito alla denuncia presentata da Fininvest alla Procura della Repubblica di Milano il 13 dicembre scorso e inviata per conoscenza anche alla Consob. Nell'esposto si chiede alla Commissione di esercitare i poteri che le norme le attribuiscono in materia.

Spiega poi la holding controllata dalla famiglia Berlusconi che i legali di Fininvest oggi hanno anche depositato presso la Procura della Repubblica di Milano ulteriori documenti relativi alla vicenda

15 dicembre

19:05 - Dopo una preliminare analisi su dati 2015, Telecom risulta il principale operatore nel mercato delle comunicazioni elettroniche, con il 44,7% del mercato prevalente delle tlc, mentre Mediaset raggiunge nel 2015 una quota del 13,3% del Sic. Lo ricorda l'Agcom, sottolineando che "questi dati evidenziano che operazioni volte a concentrare il controllo delle due società (in capo a Vivendi, ndr) potrebbero essere vietate" e aggiungendo che procederà ad acquisire tutte le informazioni per verificare il rispetto della normativa vigente.

In una nota l'Autorità, in qualità di soggetto di controllo delle norme anticoncentrazione nei mercati delle comunicazioni, "intende richiamare, alla luce di operazioni in corso sui mercati azionari, che il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici stabilisce un divieto al superamento dei tetti di controllo".

In particolare, le imprese di comunicazioni elettroniche che detengono nel mercato italiano una quota superiore al 40%, non possono acquisire ricavi superiori al 10% del Sistema Integrato delle Comunicazioni, il cosiddetto Sic (TV, radio, editoria).

I tetti anticoncentrazione nei mercati delle comunicazioni e dei media rispondono a esigenze di interesse generale (pluralismo, servizi di pubblica utilità, concorrenza) e a diritti essenziali dei cittadini (informazione, comunicazione, accesso ad Internet) e sono parte della normativa nazionale dei singoli Stati all'interno dell'Unione Europea.

L'Autorità, conclude la nota, "procederà ad acquisire tempestivamente tutte le informazioni rilevanti sull'operazione in atto, al fine di monitorarne gli effetti e verificare, attraverso una puntuale analisi giuridica ed economica, il rispetto della normativa vigente".

14:12 - E' totalmente inappropriato un intervento dell'esecutivo a tutela di Mediaset quando lo stesso nulla fece contro l'aggressiva scalata di Vivendi a Telecom Italia, che invece era veramente strategica per il nostro Paese considerando l'infrastruttura di rete in suo possesso". Lo affermano i deputati M5S della commissione Trasporti e Telecomunicazioni.

14 dicembre

20:49 - La procura di Milano ha aperto un'indagine a carico di ignoti per manipolazione del mercato in seguito all'esposto presentato da Fininvest contro il gruppo francese Vivendi. La denuncia è stata firmata da Niccolò Ghedini e depositata ieri in seguito al comunicato diffuso il giorno prima nel quale la societa' francese annunciava di detenere oltre il 3% di Mediaset e di essere intenzionata a raggiungere una quota fino al 20% della stessa Mediaset.

18:08 - Vivendi è salita al 20% del capitale di Mediaset
. Lo afferma il gruppo francese in una nota dopo che ieri Vivendi aveva annunciato di essere al 12,32% del Biscione.

18:02 - Il governo italiano ha "assoluto rispetto per le regole di mercato", tuttavia "non sembra davvero che quello che potrebbe apparire come un tentativo, del tutto inaspettato, di scalata ostile a uno dei più grandi gruppi media italiani, sia il modo più appropriato di procedere per rafforzare la propria presenza in Italia". E' quando afferma in una nota il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda in merito a Mediaset-Vivendi.

Nella nota Calenda sottolinea comunque che "gli investimenti stranieri sono sempre benvenuti, quando portano capitale di crescita e competenze e contribuiscono allo sviluppo del tessuto industriale italiano. Quando però si tratta di un'azienda che opera in un campo strategico come quello dei media, il modo in cui si procede non è irrilevante. Mi pare che questo principio sia in Francia ampiamente riconosciuto e assertivamente difeso"

17:30 - "Non abbiamo alcuna intenzione di lasciare che qualcuno provi a ridimensionare il nostro ruolo di imprenditori. Per questo abbiamo aumentato la nostra partecipazione e continueremo a farlo nei limiti consentiti dalle leggi. Vivendi ha avuto l'opportunità, con l'accordo strategico firmato nello scorso aprile, di avviare con Mediaset una collaborazione che si preannunciava proficua per entrambi i gruppi. Lo afferma Silvio Berlusconi in una nota.

16:45 - "Sarà dura, ma ci difenderemo", dalla "scalata di Vivendi". Lo ha detto il presidente Mediaset Fedele Confalonieri incontrando alcune redazioni del gruppo per gli auguri, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti. "Non sarà facile", ha affermato, segnalando tra l'altro che "le aziende francesi tendono alla cannibalizzazione". Mediaset dovrà abituarsi non solo a guardare alla "concorrenza esterna", ha detto, ma anche alla "concorrenza interna". Sarà necessario guardarsi da quello che "succede nei corridoi".

12:15 - Secondo il Financial Times Vincent Bollorè il patron di Vivendi, "gioca al gatto col topo su Mediaset", un'operazione che ha tutte le "caratteristiche di una tattica affinata da oltre 40 anni di dealmaking: aggressività, audacia, controllo strisciante".

"E' tipico di Bollorè - commenta al Financial Times l'analista di Enedrs Analysis, Francois Godard - è molto audace, non è una semplice offerta per comprare la compagnia, è una scommessa sul dissenso nella famiglia Berlusconi".

Anche altri media hanno suggerito che questa tatica del "mordi e fuggi" è tipica di Bollorè, il quale probabilmente si fermerà al 20% e, quando avrà raggiunto questa quota, si presenterà in casa Berlusconi, contando di riaprire la trattativa con lo stesso Silvio Berlusconi o coi suoi figli Marina e Piersilvio per costruire un'alleanza non più sul controllo della pay tv ma su quello della holding Mediaset.

Intanto Silvio Berlusconi ha annullato tutti i suoi impegni per restare a Milano a seguire la vicenda, all'indomani di un vertice che - spiegano fonti parlamentari - si è tenuto ieri sera ad Arcore in presenza dello stesso Cavaliere, di sua Figlia Marina (presidente di Fininvest) e i vertici stessi di Mediaset, tra cui Piersilvio.

13 dicembre

Fininvest ha presentato oggi alla Procura della Repubblica di Milano e per conoscenza alla Consob una denuncia per manipolazione del mercato nei confronti di Vivendi. Lo annuncia la holding in una nota.

L'atto, predisposto dall'avvocato Niccolò Ghedini, fa seguito al comunicato diffuso ieri nel quale la società francese annunciava di detenere oltre il 3% (oltre il 12% in soli due giorni, ndr) di Mediaset S.p.A. e di essere intenzionata a raggiungere una quota fino al 20% della stessa.

12 dicembre

Dopo la dichiarazione di guerra su Premium in estate, Vivendi passa ora all'artiglieria pesante: il gruppo francese controllato da Vincent Bollorè ha annunciato a sorpresa di aver comprato direttamente sul mercato azioni Mediaset superando la soglia rilevante del 3%.

Ha ora il 3,01% del capitale del gruppo televisivo controllato dalla famiglia Berlusconi tramite Fininvest e si dice pronto ad altri acquisti "in base alle condizioni del mercato" per portarsi "in un primo tempo" tra il 10 e il 20% del Biscione.

La reazione Fininvest non si è fatta attendere: è "una vera e propria scalata ostile", ha fatto sapere, rintracciando dietro le controversie sul valore di Premium - "un incredibile voltafaccia" - "un disegno ben preciso che Vivendi svela con la mossa odierna: creare le condizioni per far scendere artificiosamente il valore del titolo Mediaset e lanciare a prezzi di sconto" la scalata, ha detto la holding della famiglia, pronta a tutelarsi "in tutto le sedi e con tutti i mezzi" per bloccare "un gravissimo inganno che delle leggi del mercato fa scempio".

Quanto a Mediaset, fonti della società hanno segnalato il calo del 30% segnato da Mediaset sul braccio di ferro con Vivendi, oltre a negare di essere stati avvisati dell'operazione come sostenuto da Vivendi.

Il gruppo francese, comunque, ha affermato di essere entrato in Mediaset dopo che la prevista acquisizione di Mediaset Premium "ha malauguratamente fatto sorgere un contenzioso tra Vivendi e Mediaset" e dopo che "Mediaset e il suo azionista Fininvest non hanno accettato le proposte di Vivendi finalizzate a trovare una soluzione amichevole per risolvere la controversia".

L'intenzione del gruppo media guidato da Arnaud de Puyfontaine è "sviluppare la propria attività nell'Europa meridionale" e la mossa su Vivendi è vista in linea con le proprie ambizioni strategiche quale primario gruppo internazionale con sede in Europa nel settore dei media e dei contenuti".

Vivendi aveva siglato un accordo con Mediaset in aprile in vista di una partnership strategica e industriale, che prevedeva diverse iniziative e l'acquisto del 3,5% del gruppo italiano, oltre al 100% di Mediaset Premium, in cambio del 3,5% del capitale sociale di Vivendi.

L'alleanza - come spieghiamo dettagliatamente di seguito - si è poi arenata a fine luglio quando Vivendi ha rovesciato le carte e anche il tavolo, affermando di non voler più procedere sul contratto di acquisto dell'intera Premium, ma di volersi fermare al 20%, puntando invece ad avere in tre anni il 15% di Mediaset con un convertibile.

Da lì in avanti la guerra si è giocata in un "botta e risposta" su quali fossero o meno gli impegni vincolanti da ottemperare tra le due parti con Mediaset che chiamava i francesi al rispetto del contratto e Parigi che sosteneva che il reale valore di Premium non fosse quello prospettato in primavera

29 luglio 2016

Il disaccordo tra Mediaset e Vivendi "riguarda il business plan di Mediaset Premium", che secondo le analisi del gruppo francese "si basa su ipotesi irrealistiche" nel fissare al 2018 il limite per il ritorno all'equilibrio operativo.

Lo riferisce una nota di Vivendi che sottolinea come la posizione del gruppo francese, sarebbe corroborata anche dal rapporto di due diligence stilato da Deloitte a inizio giugno 2016, secondo cui "il business plan di Mediaset Premium pare irraggiungibile e avrebbe bisogno di essere rivisto seriamente al ribasso per essere realista". Vivendi, conclude il testo, continua comunque "ad auspicare un accordo con Mediaset e resta dunque aperta alla discussione".

Immediata la reazione di Mediaset che in una nota ha dichiarato: "In merito all'irrituale comunicato stampa diffuso da Vivendi, Mediaset precisa che la diffusione al mercato di considerazioni, come quelle contenute nel comunicato stampa odierno di Vivendi, di carattere totalmente soggettivo e strumentale che possono alterare il normale corso di Borsa del titolo Mediaset, in orario di contrattazione, sono contrarie alla normativa vigente". Dunque Vivendi "dovrà rispondere in sede civile e penale anche di questi danni".

"Quanto ai contenuti, il business plan di Mediaset Premium con le annesse assunzioni di base - che rientra nel novero delle documentazioni aziendali coperte da obblighi di riservatezza - era in possesso di Vivendi fin da inizio marzo 2016, oltre un mese prima della firma dell'accordo vincolante", aggiunge Mediaset secondo cui "l'analisi dei suoi contenuti da parte della società francese ha concorso in modo significativo alla definizione dei termini e delle condizioni del contratto firmato il successivo 8 aprile", conclude la nota.

Solo questa mattina Marina Berlusconi, presidente di Fininvest (la holding di controllo anche di Mediaset) aveva dichiarato al Corriere della Sera: "Sappiamo perfettamente che il mondo degli affari ha le sue dure regole, che la legge del mercato puo' essere spietata. Ma sempre di regole e di leggi si tratta. Tutt'altra cosa è il capitalismo cannibalesco" che "prospera grazie alla distruzione di ricchezza altrui, costruisce il proprio successo sull'altrui rovina. È come una metastasi che si nutre della parte sana del corpo". Ovviamente il riferimento è "all'incredibile voltafaccia di Vincent Bollorè e di Vivendi", "una vicenda - scrive - a tal punto grave, che risulta difficile se non impossibile ricordare precedenti analoghi".

Ovviamente, afferma, "quando fa il suo mestiere, la finanza è un supporto prezioso", "è la finanza malata a seguire altre logiche, la finanza dei raider, abituati a scalare società per prosciugarne le casse, a lanciarsi in spericolate speculazioni dove il denaro è virtuale ma i guasti terribilmente reali". "Da queste logiche - prosegue - la mia famiglia ha sempre voluto restare rigorosamente lontana. Noi siamo imprenditori. Ed essere imprenditori significa alcune cose ben precise": "rispettare le regole, attenersi alle norme. Ma significa anche non venir mai meno a quella che è, e se qualcuno trova il tutto retorico ce ne dovremo fare una ragione, l'etica di un sistema economico sano e del mercato".

28 luglio 2016

Il Consiglio di Amministrazione di Mediaset ha deliberato di respingere la proposta alternativa di Vivendi giudicata irricevibile perchè incompatibile con il contratto vincolante già firmato. Lo rende noto la società. "Il Consiglio - si legge in una nota - ha pertanto dato mandato agli amministratori di adottare tutte le opportune azioni finalizzate ad ottenere l'adempimento del contratto da parte di Vivendi e, in caso di inerzia di quest'ultima, di agire in sede civile ed eventualmente anche penale a tutela degli interessi della società".

 "A seguito all'interruzione del processo di vendita di Premium e al conseguente venir meno dell'elevata probabilità di realizzare l'operazione entro dodici mesi, il  contributo ai risultati consolidati di tale società viene ricompreso - afferma Mediaset nel comunicato sui dati - nella relazione semestrale tra le 'attività in funzionamento' in continuità con i bilanci intermedi e il bilancio annuale del 2015. I risultati di tali attività nel Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo erano stati invece esposti separatamente, sulla base degli accordi vincolanti sottoscritti tra Mediaset e Vivendi in data 8 Aprile 2016, e tali attività risultavano classificabili come 'attività destinate alla vendita".

26 luglio 2016

Fininvest denuncia "l'eccezionale gravità e l'assoluta scorrettezza del comportamento di Vivendi" sulla vicenda Mediaset Premium. Lo afferma in un comunicato la società cui fa capo il 34,738% di Mediaset. "L'atteggiamento di Vivendi - prosegue Fininvest - lascia chiaramente intuire che il suo vero, non dichiarato obiettivo fosse in realtà quello di costituirsi in modo surrettizio e inaccettabile una posizione di estremo rilievo nell'azionariato di Mediaset".

Questo il comunicato integrale di Fininvest, che sancisce il duro scontro a livello di azionisti, cioè tra il gruppo Berlusconi e la Vivendi di Bollorè, che finora hanno sempre avuto ottimi rapporti, anche nelle vicende della finanza italiana.

"Fininvest - che nella nota cita direttamente la sua quota di controllo del 34,738% di Mediaset mentre, se passasse quanto sarebbe stato proposto da Vivendi, l'holding dei Berlusconi perderebbe la sua posizione di blocco di minoranza - denuncia l'eccezionale gravità e l'assoluta scorrettezza del comportamento di Vivendi".

"L'annunciata decisione di non voler onorare un contratto valido e vincolante, regolarmente stipulato fra le parti e approvato da tutti i rispettivi organi competenti, viola i più elementari principi del diritto oltre che dell'etica economica. Vengono infranti - aggiunge Fininvest - i capisaldi che assicurano un corretto e ordinato funzionamento del mercato", conclude l'holding dei Berlusconi. (ANSA)

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