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Aziende

Marco Boglione: dopo jeans e giacche invento il loft galleggiante

Cita Steve Jobs e Moana Pozzi. Mette sullo stesso piano l’importanza della tecnologia in grado di migliorare la qualità della vita e il suo concentrato di pomodoro, prodotto in proprio. È un eccentrico con il maglione blu il fondatore di BasicNet, Marco Boglione: intimamente autonomo, visionario, curioso, esternamente un minimalista dal look semiclericale. Ma alla sua immagine basic sopperisce la sua loquacità da oratore affascinante e autoreferenziale.

Perché al suo ego Boglione tiene molto, come dimostra il libro editato in proprio Piano piano che ho fretta. Imprenditore è bello!: un’autobiografia sotto forma di racconto all’amico e giornalista Adriano Moroglio. Dalla lettura si apprendono non solo le tappe fondamentali della sua formazione di studente e collegiale all’istituto Filippin di Treviso ma anche l’importanza di alcune figure di riferimento, da frate Roberto Sitia («Un matematico in contatto con Albert Eistein, il primo a stregarmi con i processori e il computer») a Maurizio Vitale, conosciuto a Sestriere. «Era il 1976, Maurizio era sulla bocca di tutti per via di quella foto pubblicitaria, un sedere con i Jesus Jeans in primo piano e la frase “Chi mi ama mi segua” che aveva suscitato scandalo. Lui era il proprietario della Jesus, io avevo 11 anni meno, studiavo ingegneria e sognavo di fare il fotografo. La mia vita da imprenditore è cominciata con lui». Ora Marco Boglione è il presidente di BasicNet, il gruppo quotato in Borsa che comprende, oltre a Superga, Robe di Kappa, K-Way e Anzi Besson, proprio Jesus Jeans.

È orgoglioso di sé, di quello che ha costruito, tanto da scrivere un’autobiografia e da editarla.
No, le cose non stanno proprio così. Di quel libro è più importante il sottotitolo Imprenditore è bello! perché è dedicato ai giovani. Non posso pensare che nel nostro paese il sogno dei ragazzi sia diventare calciatore e velina. Pochi sognano di creare aziende e farle crescere nel mondo. Non mi piacciono i luoghi comuni di quelli che pensano che gli imprenditori siano tutti figli di papà e che per cominciare servano molti soldi. Non è così.

Non tutti gli imprenditori però hanno un’aura convincente. Lei forse è diverso. Si favoleggia che i suoi dipendenti godano di un welfare aziendale esemplare: non solo hanno un asilo, una palestra, un supermercato interni ma anche una mensa take away dove ordinare la cena da portare a casa.
Spesso mi sento dire che sono un imprenditore diverso e questo un po’ mi irrita perché tutti quelli che sono a capo di un’azienda rischiano allo stesso modo e inseguono un sogno allo stesso modo, spesso con l’entusiasmo dei bambini e una dose d’incoscienza. Bisogna cambiare mentalità e abbandonare il concetto sindacale di padrone. Per il resto quello che si dice del BasicVillage sono tutte cose vere. Da noi c’è anche una sorta di maggiordomo aziendale a cui affidare bollette da pagare, ritiri in banca, cose da sbrigare a scuola. Per non parlare dei corsi che si tengono, da quello di lingua a quello di botanica, per imparare a fare l’orto. Non sono atti di liberalità, ma servono a rendere più contenti e quindi più efficienti i miei collaboratori.

La peculiarità del suo business è far resuscitare marchi ritenuti morti, come è accaduto per K-Way per esempio, ora un cult.
Serve la pazienza di chi vuole costruire. Si impiegano 18 anni per tirare su un figlio e farlo diventare uomo. Noi per K-Way abbiamo impiegato quattro anni: prima di arrivare al successo abbiamo buttato via diversi campionari. Però ho capito che la coerenza dei valori di un marchio costruisce l’identità cui si aggiunge il valore della contemporaneità che si ottiene attraverso la tecnologia.

Si dice anche che lei si è imposto una scadenza per la sua attività da imprenditore. È vero?
Mi piace sognare che in futuro avrò la possibilità di dedicarmi ad altri progetti.

Tipo?
Tipo la BasicBoat. Questa è un’anteprima: mi piacerebbe ristrutturare portacontainer navali e farli diventare dei loft galleggianti. Un atollo delle Maldive che però viaggia, un lusso senza fronzoli che regala un grande senso di libertà.

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