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Aziende

La Dainese sale sulle piattaforme petrolifere

L'uomo che ha messo i colori alle tute da moto ora protegge chi lavora sospeso nel vuoto

È l’uomo che ha messo i colori alle tute da moto, liberandole dal total black fino ad allora di rigore. Partito da Molvena (Vicenza), è diventato famoso nel mondo per i suoi capi tecnici, concepiti nel nome della protezione «dalla testa ai piedi» dei motociclisti. Da Giacomo Agostini a Valentino Rossi, ha vestito quasi tutti i campioni delle due ruote, allargando poi il suo raggio d’azione agli altri sport dinamici, mountain bike, equitazione e sci primi tra tutti. Ora, passati 40 anni da quando, giovanissimo, fondò l’azienda che porta il suo nome, Lino Dainese le sta cambiando un’altra volta pelle.

Dalla sicurezza per gli sportivi, il marchio del diavoletto rosso ha preso a occuparsi di sicurezza a più ampio raggio. «Continuiamo a fare quel che abbiamo sempre fatto: immaginare qualcosa che prima non c’era, ma può salvare la vita delle persone» dice lui. E racconta della Keppel di Singapore, colosso delle piattaforme petrolifere che ha incaricato la Dainese di realizzare nuovi sistemi di protezione per chi lavora sospeso nel vuoto. O della Nasa, che l’ha scelta per studiare le prossime tute da allenamento degli astronauti. O, ancora, della Iveco, che le ha affidato il sedile del futuro con airbag per camion, scuolabus e persino blindati militari. Ma Lino Dainese sta già pensando alla prossima idea: «Sacchi d’aria ancora più leggeri, per creare tute da ginnastica intelligenti, in grado di proteggere gli anziani dalle cadute in casa».

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