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I piani di Accor Hotel sull'Italia

L'obiettivo è incrementare la presenza sul territorio con strutture in franchising e in gestione. L'a.d. Iorio: "Pronti a investire"

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Renzo Iorio, ad di Accor Italia – Credits: ANSA

L'Italia è il Paese in cui crescere. Renzo Iorio, amministratore delegato e direttore generale di Accor Italia sta portando avanti un piano che rafforza ulteriormente la presenza del primo gruppo alberghiero al mondo (3.900 alberghi in 92 paesi, 17 marchi, 511 mila camere, 5,5 miliardi di fatturato e 986 milioni di margine lordo nel 2015) anche in Italia dove già conta il primato del mercato con 74 alberghi che generano 136,6 milioni di euro di fatturato, un risultato netto di 7,1 milioni di euro e arruolano una forza lavoro pari a circa 2.000 persone.

Obiettivo crescita: franchising e gestione

Dopo aver aperto 8 nuove strutture nel 2015 (3 con il marchio Ibis, 4 Mercure e 2 MGallery by Sofitel), nel 2016 è in corso il piano di 7 nuove aperture (5 sono state già realizzate di cui 4 MGallery by Sofitel e un Ibis).

La strategia di Accor Italia è chiara: aumentare gli hotel in franchising. Tra il 2007 e il 2016, infatti, da 15 si è passati a 47 strutture in franchising con un peso sul totale degli asset gestiti raddoppiato dal 33% al 65%. Il resto sono gestioni dirette di proprietà (31%) e gestione di strutture in affitto (4).

Un percorso che rispecchia quello portato avanti a livello di gruppo dove l'obiettivo è arrivare a un 92% di strutture in franchising e all'8% in affitto (management) o di proprietà.

"In Italia vogliamo portare avanti due modelli di gestione", spiega Iorio, "franchising e management incrementando soprattutto la prima. A noi garantisce i margini migliori e per l'albergatore i vantaggi sono innumerevoli. Prima di tutto la molteplicità di marchi che ci caratterizza gli consente di scegliere un brand che meglio si adatta alla sua struttura avendo tutti i vantaggi di far parte di un grande gruppo: dai servizi alle sinergie nei costi, dall'internazionalizzazione alla rete di piattaforme di prenotazioni, dalla consulenza nel marketing alle risorse umane".

A questo riguardo "investiremo a livello globale 350 milioni di euro di cui 5,5 in Italia" conclude Iorio.

Il digitale

Ma gli investimenti non si fermano alle strutture. La rete di servizi e di prenotazioni è parimenti importante, soprattutto negli anni della sempre più veloce e dinamica digitalizzazione. Dopo l'acquisizione nel 2015 di FastBooking.com, infatti, la potenza delle rete di prenotazioni di Accor Hotels è stata aperta anche ad alberghi indipendenti dal gruppo che possono dunque utilizzare la piattaforma proprietaria del colosso francese per vendere i propri servizi.

Ma l'obiettivo principe è ripensare l'ospitalità in chiave digitale. Un piano che vale 225 milioni di euro di investimenti in 5 anni che serviranno a migliorare le performance dei sistemi di prenotazione, del programma fedeltà Le Club e della App AccorHotels.

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