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Fisher-Price: come funziona la fabbrica delle idee

L'azienda punta sull’innovazione e sul design per conquistare i Millennials diventati genitori

giocattoli

– Credits: iStock - Deklofenak

Dopo sei trimestri consecutivi con il segno meno, il giro d’affari lordo di Fisher-Price ha finalmente registrato un incremento del 3% nel secondo trimestre dell’anno. La riorganizzazione aziendale promossa la scorsa estate da Mattel (a cui l’azienda fa capo) inizia, dunque, a dare i suoi frutti. Jean McKenzie, già responsabile del business di American Girl per Mattel, ha assunto il ruolo di executive vice president, con l’obiettivo di riposizionare Fisher-Price come un’azienda che produce giocattoli focalizzati sullo sviluppo del bambino, invece che sul semplice divertimento.

Il merito di una trimestrale positiva, fa notare Business Insider, deriva soprattutto da un approccio che ha messo al centro l’innovazione. E’ un esempio "Mix Faire", l’evento annuale di “intra-preneurship” promosso presso i 750 dipendenti dell’azienda che sono invitati a realizzare prototipi di nuovi giocattoli. “Abbiamo sempre lavorato con inventori esterni all’azienda e continuiamo a farlo, ma abbiamo capito che è importante valorizzare anche il potere creativo presente all’interno. Per questa ragione, condividiamo con i nostri dipendenti le stesse informazioni che scambiamo con designer esterni”, ha raccontato Mark Zeller, responsabile del design. I dipendenti, dunque, sviluppano  nuove idee e sono liberi di lavorare in team che uniscono competenze di dipartimenti diversi e che coinvolgono contemporaneamente figure junior e senior.

Quest'approccio ha portato anche a un cambio di mentalità: “La partecipazione dei dipendenti è un modo per raccogliere idee, promuovere la collaborazione e una cultura in cui l’errore non è più considerato un problema, ma un’opportunità per imparare”, ha spiegato McKenzie. Con il vantaggio aggiuntivo che, non solo le idee dei dipendenti non costano migliaia di dollari per la prototipizzazione, ma rappresentano un bacino di opportunità. Nel corso dell’ultimo evento tenuto nel mese di maggio a New York, un terzo delle idee presentate avrebbe potenzialità commerciali.

Sempre in tema di innovazione, Fisher-Price punta su altre due variabili. La prima riguarda l’elemento tecnologico dei prodotti: The Verge, per esempio, racconta di un bruco giocattolo disegnato per introdurre il linguaggio della programmazione a partire dai tre anni di età. Sempre su questa falsariga, l'azienda immagina prodotti che uniscano ai giocattoli fisici le potenzialità del digitale e della realtà virtuale. La seconda variabile, invece, riguarda il design: Fisher-Price, infatti, ha ingaggiato come direttore creativo il designer Jonathan Adler, responsabile del nuovo stile dei prodotti. I suoi primi progetti debutteranno quest’autunno e comprendono una linea di prodotti per l’arredamento e la decorazione delle camerette per bambini, anche se la maggior parte del suo contributo sarà visibile a partire dal prossimo anno.

Si tratta di una scelta, spiega Fortune, orientata ai Millennials che, in qualità di genitori, desiderano prodotti dai colori neutri e facilmente pieghevoli. In questo senso, è funzionale la lunga esperienza di Adler nel settore dell’arredamento. Per Mattel, infine, il rilancio di Fisher-Price gioca un ruolo chiave all'interno del business in quanto il marchio genera più vendite di Barbie, Hot Wheels e American Girl in uno scenario in cui, con l’ingresso di piccoli operatori indipendenti, il business è ancora più competitivo.

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