Aziende

Fidelity si affida alla regina della finanza: Abigail Johnson

Nominata alla guida di Fidelity Investments dovrà riconquistare il primato perduto per l’azienda di famiglia

Una sede di Fidelity Investments negli Stati Uniti (Chip Somodevilla/Getty Images)

La sua fortuna si conta in oltre undici miliardi di dollari. Forbes , infatti, mette Abigail Johnson al 27° posto fra i più ricchi degli Stati Uniti. Ma l’erede della famiglia bostoniana che nel 1946 ha dato vita al fondo di investimento Fidelity Investments , non fa notizia solo per il suo patrimonio. Su di lei, infatti, sono puntati gli occhi di chi guarda a una nuova regina della finanza.

La nomina a presidente di Fidelity Investments Financial Services avvenuta lo scorso agosto ha messo nelle sue mani un portfolio da 1,6 triliardi di dollari a cui si aggiungono 2,2 triliardi di dollari di amministrato. Un gigante da quasi quattro triliardi di dollari le cui quote fanno capo per il 49% alla famiglia del fondatore e per il 51% ai dipendenti e che conta oltre venti milioni di clienti e 38mila collaboratori nel mondo.

L’incarico, dunque, ha trasformato la nipote del fondatore nella donna più potente della finanza americana. Un traguardo raggiunto da ben poche colleghe: Sallie Krawchek , già presidente della divisione investimenti di Bank of America; Ina Drew, ex chief investment officer di JPMorgan Chase , che ha lasciato la poltrona lo scorso maggio; Elizabeth Corley, chief executive di Allianz Global Investors Europe che gestisce 106 miliardi di dollari.

Nonostante l’interesse dei media nei suoi confronti, Johnson, 51 anni nota a tutti semplicemente come Abby, non deroga alla sua linea fatta di silenzio e duro lavoro, gli strumenti che l’hanno portata al vertice partendo dal basso. Laureata in storia dell’arte, da studentessa ha lavorato come cameriera e centralinista, per poi entrare nella società di consulenza Booz Allen Hamilton. Dopo l’Mba ad Harvard, Abby inizia il suo apprendistato come analista in Fidelity. Dal 1988 al 1997, ricopre posizioni in sei diversi fondi amministrati dall’azienda di famiglia e, durante, i quattordici anni successivi, Johnson fa esperienza di tutte le aree chiave dell’azienda, dall’informatica, alla divisione equity, dal fondo comune di investimento al settore dei fondi pensionistici.

Pur affiancata dal padre, l’iconico 82enne Ned Johnson, pioniere dell’apertura al mercato azionario alla middle class americana e fautore del successo della società, per la prima volta Abby è responsabile delle principali linee di business dell’impresa di famiglia. A lei, adesso, spetta il compito di riconquistare il podio della finanza. Il primato per amministrat o, infatti, è stato sottratto a Fidelity da Vanguard Group che, a partire dal 2008, ha catalizzato fondi per 274 miliardi di dollari, secondo i dati di Lipper Inc ., contro i 52 miliardi di Fidelity. Il fondo della famiglia Johnson, inoltre, non ha saputo tenere il passo nello sviluppo degli Etf per paura che avrebbero cannibalizzato i proprio fondi di gestione.

Ma adesso è il turno di Abigail e il suo stile di management collaborativo e aperto alla discussione potrebbe segnare un nuovo corso per l’azienda. Fidelity, a sua volta, ha bisogno di attirare nuovamente l’attenzione su di sè e l’arrivo di Abigail potrebbe essere funzionale anche in termini di marketing.

© Riproduzione Riservata

Commenti