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Panda, Punto e Ypsilon le più vendute in casa Fiat

Nel 2012 le immatricolazioni in Italia sono tornate ai livelli del 1979. Marchionne vorrebbe puntare sull'alto di gamma. Ma per ora a vendere (poco) sono solo le utilitarie

La Fiat Panda, l'auto più venduta in Italia nel 2012 (Credits: Antoine Antoniol/Getty Images)

Un anno terribile, come purtroppo da facile pronostico. È questo il giudizio definitivo che cala sul 2012 del settore auto in Italia. Le immatricolazioni sono infatti calate del 19,87%, con poco più di 1,4 milioni di auto vendute, livelli che ci fanno tornare indietro addirittura al 1979. L’ultimo contributo negativo tra l’altro è arrivato con il mese di dicembre, che ha fatto segnare un ulteriore tracollo del 22,51% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Uno scenario negativo sul quale ormai da tempo riflettono tutte le grandi case automobilistiche, con in testa ormai un solo pensiero ostinato: come fare a venire fuori da queste secche commerciali che rischiano ormai di portare a fondo tutto e tutti.

Una risposta però per il momento pare non averla trovata nessuno. Non l’ha trovata ad esempio la Fiat che continua a navigare a vista sotto la guida energica ma allo stesso tempo ondivaga di Sergio Marchionne, ostinato nel non voler, almeno per il momento, lanciare nuovi modelli sul mercato . E non l’hanno trovata neanche i grandi marchi tedeschi, come Volkswagen, Mercedes e Bmw che, seppur più inclini a proporre novità sul mercato, devono anch’esse fare i conti in Italia, e più in generale in Europa, con un calo sensibile delle vendite.

Quello che sembra a tutti chiaro però è che ormai, sul mercato continentale, bisogna elevare il livello della qualità, cercando in tutti i modi di mantenere sotto controllo i costi di produzione. Un concetto che sembra aver fatto breccia anche in casa Fiat, che proprio su questa linea ha indirizzato i propri obiettivi industriali. Il tutto sulle macerie di un 2012 che per il Lingotto si chiude in Italia con una perdita secca del 19,51%. E decisamente a nulla serve la consolazione di aver aumentato, seppur di poco, la propria quota di mercato nazionale, che è passata dal 29,49% del 2011 al 29,64% del 2012. A pesare infatti sono le oltre 100mila vetture in meno immatricolate, considerando tutti i marchi della galassia Fiat.

E allora, se il futuro del marchio torinese, così come annunciato dallo stesso Sergio Marchionne, è quello di puntare sull’alto di gamma , converrà tenere bene in considerazione i dati che arrivano da questo 2012. Un esempio su tutti è quello della Maserati. Nel 2012 ne sono stati venduti soltanto 115 modelli, contro i 417 del 2011, con una perdita pesantissima del 72,42%. Se dunque nei programmi del manager italo-candese c’è l’obiettivo del rilancio di questo marchio, insieme alla messa in produzione di nuovi Suv, bisognerà ripartire proprio da questi dati. Solo così si potrà sperare davvero di fare concorrenza ai grandi marchi tedeschi sul fronte dell’alto di gamma.

In tutto questo, in ogni caso, la Fiat non potrà non tenere conto del fatto che comunque, almeno per il momento, a salvare il salvabile in Italia, e anche in Europa, sono le auto del segmento utilitario. Anche per quest’anno infatti nel nostro Paese la vettura più venduta è risultata la Fiat Panda con ben 117.759 modelli immatricolati. Una buona notizia per lo stabilimento di Pomigliano dove circa 2.000 operai sono al lavoro sul nuovo modello dell’utilitaria di casa Fiat, ma altrettanti lavoratori attendono ancora di esser riassunti. A seguire, in questa classifica di merito, ci sono la Punto e la Ypsilon, a testimonianza di come il settore delle piccole utilitarie sia determinate sui risultati del Lingotto.

LA NUOVA SCOMMESSA DI MARCHIONNE: LA 500

Quella che Marchionne vorrebbe attuare, e cioè il passaggio ad una produzione più intensiva di alto di gamma, sarà dunque una vera e propria rivoluzione il cui esito almeno per il momento appare davvero poco prevedibile. Per il momento l’unica certezza è un mercato in piena agonia, con stime ancora più preoccupanti per il prossimo anno, nel quale si calcola che a stento si dovrebbe raggiungere la quota di 1,3 milioni di auto immatricolate. Un viatico davvero poco incoraggiante.

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