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Esuberi Alitalia: i numeri dell'accordo

Scende da 2.251 a 1.635 il numero degli esuberi effettivi tra ricollocamenti "obbligati" tra i fornitori del gruppo e "ricollocamento" senza garanzie. Cisl, Uil e Ugl firmano. La Cgil no

L'Ad di Alitalia Gabriele Del Torchio (a destra) con il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi (in fondo a sinistra), durante uno degli incontri degli ultimi giorni tra il governo ed i sindacati Alitalia – Credits: ANSA/ANGELO CARCONI

UPDATE: questo post è stato pubblicato il giorno 11 luglio e aggiornato una prima volta nella serata di sabato 12 luglio.

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Non saranno 2.251 ma 1.635 a dover lasciare subito l’azienda. Il numero degli esuberi di Alitalia, con la compagnia emiratina Etihad sulla porta di ingresso con un 49% di capitale già "prenotato", sembra essere definitivo dopo la giornata di sabato 12 luglio in cui governo e tre sindacati nazionali su quattro (Cisl, Uil e Ugl hanno già firmato mentre la Cgil si è presa ancora tre giorni di tempo) hanno praticamente concluso le trattative (le associazioni di categoria che rappresentano il personale navigante, Anpac, Anpav e Avia e la Usb sabato sera hanno comunque fatto sapere di non aver ancora firmato nulla).

Questi i numeri definitivi:
- dei 2.251 esuberi iniziali, 616 saranno ricollocati in Alitalia: 250 assistenti di volo in contratto di solidarietà, altri 200 che sostituiranno i contratti a tempo determinato esistenti e altri 166 tra pensionamenti e dimissioni volontarie.

Altri 1.635 verranno invece messi in mobilità secondo le seguenti mobilità:
- 681 dipendenti saranno esternalizzati in "mobilità tecnica" nella manutenzione nel settore It e tra i fornitori di Alitalia e AdR (Aeroporti di Roma), mentre 200 tra pioli e ingegneri andranno a Etihad, con la certezza che questo accadrà entro il 31 dicembre 2014;
- 954 dipendenti andranno in mobilità mediante il contratto di ricollocamento.

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Come spiegato dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti che ha partecipato con il Ministro dei trasporti Maurizio Lupi al tavolo della trattativa con i sindacati, il contratto di "ricollocamento" prevede l’organizzazione di un percorso di ricollocamento da parte dell’Agenzia del Lavoro della Regione interessata (in questo caso la regione Lazio) in collaborazione con l’Enac e con i Ministeri del Lavoro e delle Infrastrutture, anche se non c’è obbligo per nessun privato di assumere il personale Alitalia in “ricollocamento”. Dunque, a tutti gli effetti, i 954 lavoratori assegnati a questa formula, sono per il momento senza occupazione.

L’amministratore delegato di Etihad, James Hogan, sarà a Roma martedì. Quando anche la Cgil di Susanna Camusso ha dichiarato di voler sciogliere la riserva.

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