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Decreto del fare, pmi e tecnologia: come cambia la Legge Sabatini

Incentivi per le imprese estesi anche agli investimenti in hardware, software e tecnologia digitale

(Credits: Carlo Carino-Imagoeconomica)

Acquisti agevolati per le imprese anche per la tecnologia. Con il Decreto del Fare , dal 2014 e fino a dicembre 2016, sarà possibile a tutte le PMI accedere al credito agevolato per acquisti in beni tecnologici. La normativa ripropone il modello della legge Sabatini adeguandolo all’era del 2.0. Il Decreto prevede infatti agevolazioni per tutte le imprese (anche le micro e quelle operative nei settori dell’agricoltura e della pesca) non solo (come fa appunto la Legge Sabatini) sugli acquisti di impianti, macchinari a vocazione produttiva, beni strumentali di impresa e attrezzature ad uso produttivo, ma anche sugli investimenti per hardware, software e tecnologie digitali. Secondo una recente stima di Assinform, una simile mossa sul fronte delle agevolazioni agli investimenti in tecnologia, potrebbe generare fino a 20mila nuovi posti di lavoro
Il plafond a disposizione è di 2,5 miliardi (la cifra complessiva potrà essere aumentata, in futuro, fino a 5 miliardi di euro) anticipati dalla Cassa depositi e prestiti alle banche. Il finanziamento potrà coprire l’intero costo sostenuto per l’investimento fino a un totale di 2 milioni di euro per azienda che potrà anche essere assistita dalla copertura del Fondo di garanzia dello Stato (fino all’80% dell’ammontare del finanziamento). L’operatività, le condizioni per l’accesso ai contributi e le modalità di erogazione saranno stabiliti in un momento successivo per decreto. Da Roma sottolineano comunque che l’iter per l’accesso al credito agevolato come previsto dal Decreto del Fare sarà molto più snello rispetto a quanto previsto dalla originaria Legge Sabatini (la n.1329 del 1965) che consente alle imprese da quasi cinquant’anni di acquistare macchinari a tasso agevolato con un’operazione di finanziamento a medio termine (dai 12 mesi ai 5 anni).
Pur conservando intatto lo spirito, la Sabatini mostrava infatti i segni del tempo. Occorreva quindi trovare nuove formule. Oggi le pmi hanno dunque a disposizione due strumenti.
 Per la Legge Sabatini i finanziamenti sono regolati all’interno delle Regioni che periodicamente prevedono le quote dei fondi destinate all’acquisto di macchinari di impresa da parte delle PMI, emanano circolari sulle modalità e sui tempi di presentazione delle domande di contributo e, in ultimo, gestiscono le singole erogazioni. Il limite della Sabatini, riconosciuto dalla storia e dagli esperti, risiede nella complessità della predisposizione delle pratiche di istruttoria: la banca invia richiesta all’MCC spa che a sua volta istruisce la documentazione per conto della Regione ed è infine l’Ente locale che, una volta approvata la pratica, storna alla banca i contributi richiesti.

In attesa che le norme di attuazione regolino nel dettaglio le modalità di accesso ai contributi previsti dalla nuova normativa prevista nel Decreto del Fare, un fatto risulta già ben chiaro dal dettato normativo: il Decreto del Fare prevede un plafond su base nazionale (non più locale quindi) e operativamente, i singoli fidi vengono erogati dalle banche locali. Almeno sulla carta quindi, la normativa promette un percorso più agevole per l’accesso ai finanziamenti rispetto a quello regolato dalla Legge Sabatini. Vedremo se sarà così.
 
 

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