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Aziende

Così Bmw prepara l'auto che guida da sola

La casa tedesca fra quattro anni avrà il suo modello grazie ad alleanze con i big dell'hi-tech e a un centro di ricerca con duemila dipendenti

I collaudatori della Bmw piantano delle frenate pazzesche davanti a sagome di auto che si muovono da sole, comandate a distanza. Oppure schivano all'ultimo momento una vettura piazzata in mezzo alla strada. Sullo sfondo, oltre la rete sormontata dal filo spinato, si staglia la torre di controllo dell'aeroporto militare di Fürstenfeldbruck, dove si consumò nel 1972 l'epilogo dell'attacco terroristico alle Olimpiadi. Al di qua delle recinzioni, una zona della base lasciata libera dai militari è stata trasformata nella Maisach Driving Academy della casa tedesca, il cui quartier generale è a meno di 40 chilometri di distanza, a Monaco di Baviera.

I piloti stanno testando alcune delle tecnologie che contribuiranno, nei prossimi anni, a cambiare la nostra vita: sono i sensori che individuano gli ostacoli, i sistemi che fanno cambiare direzione all'auto in caso di pericolo, le telecamere che trasmettono al computer di bordo l'esatta immagine della realtà che circonda il veicolo.

Quattro anni al livello 3

La Bmw ha imboccato con decisione la strada che la condurrà presto a vendere vetture dotate di guida autonoma. Molto presto: il traguardo è stato fissato tra quattro anni, nel 2021, con il progetto iNext, una generazione di auto che saranno in grado di andare da sole in quasi tutte le situazioni di guida. Per mostrare i risultati ottenuti dai propri ingegneri e dalle aziende con cui sta collaborando, il gruppo automobilistico ha organizzato l'evento «Bmw group Future Summit», al quale hanno partecipato una ventina di giornalisti provenienti dai principali Paesi del mondo, dalla Cina agli Stati Uniti e all'Europa (per l'Italia è stato invitato Panorama).

Ad aprire le danze è stato Klaus Froehlich, membro del consiglio di amministrazione della società e responsabile della ricerca e dello sviluppo. Parlando in un hangar dell'Academy trasformato per l'occasione in sala conferenze, il manager ha detto chiaro e tondo che «il nostro progetto iNext sarà un passo avanti decisivo nella guida sicura e autonoma, un campo in cui vogliamo essere il leader».

Ci sono cinque diversi livelli di guida, ha chiarito Froehlich. La casa bavarese è attualmente al livello 2, che offre l'uso di sistemi di assistenza automatizzati. Ad esempio, la Serie 5 è in grado di guidare da sola per brevi tratti sulle autostrade. Al livello 2, il conducente non può mai abbandonare il controllo del veicolo, ma semplicemente è aiutato dall'elettronica ad evitare ostacoli, a mantenere una certa velocità, a individuare eventuali pericoli.

In automatico anche in città

«Il livello 3 è dove Bmw vuole essere entro il 2021» ha spiegato il manager tedesco. A questo livello di automazione il conducente potrà togliere gli occhi dalla strada e rilassarsi. Ma deve essere in grado di riprendere il controllo entro pochi secondi se l'auto lo richiede. Quindi non può dormire. In realtà la casa automobilistica punta a un obiettivo ancora più ambizioso: avere nel 2021 anche delle vetture a livello 4, cioè un grado di automazione che permette la guida automatica nel traffico urbano e consente di dormire lungo i tragitti lunghi in autostrada o superstrada. Al livello 4, il guidatore deve prendere il controllo solo in situazioni estremamente difficili che l'auto non può capire.

Per arrivare a questo traguardo la Bmw sta investendo molte risorse: alla fine del 2016 lavoravano ai progetti della guida autonoma circa 600 persone, ma la casa vuole portare rapidamente questo numero a duemila e sta realizzando un centro di ricerca dedicato appena fuori Monaco. Una ventina di Serie 7 altamente automatizzate, che presto saliranno a 40, circolano già per le strade della Baviera e degli Stati Uniti. Ma l'azienda da sola non può farcela: per questo ha stretto una serie di alleanze strategiche con alcuni campioni dell'alta tecnologia.

Prima di tutto con l'Intel, il leader Usa dei microprocessori, che in marzo ha acquistato la società israeliana Mobileye specializzata nei sistemi ottici per la guida autonoma. Poi con la Here, che realizza mappe ad alta definizione. E, pochi giorni fa, la Bmw ha siglato un'intesa con l'americana Delphi per migliorare le prestazioni dei computer di bordo che dovranno gestire un'enorme quantità di dati. Nel corso del Future Summit è stato possibile incontrare i tecnici delle società che collaborano con la Bmw e ascoltare la descrizione degli ultimi sviluppi nei campi dei sensori di bordo, delle connessioni 5G, delle mappature ad alta definizione, della costruzione delle immagini nei computer montati sulle auto.

In autostrada l'auto guida da sola

Ma è la prova sul campo quella che annulla la distanza tra il teorico e il reale: lungo l'autostrada che conduce da Monaco a Berlino, dove le autorità permettono il test delle vetture a guida autonoma, si può provare l'ebbrezza di salire a bordo di una Serie 7 che va da sola tra un'uscita e l'altra, affrontando con sicurezza il traffico «umano»: questa berlina monta 23 sensori, tra telecamere, laser, radar, lidar (una via di mezzo tra radar e laser). Quando il veicolo è pronto a prendere il controllo, una serie di led che circondano il volante si colorano di blu e il guidatore molla lo sterzo e lascia fare al pilota automatico: se il colore cambia, il conducente deve rimettere le mani sul volante. Scesi dalla Bmw si perde ogni dubbio e si capisce che la rivoluzione è davvero dietro l'angolo: dove le condizioni della strada lo permetteranno, la nostra prossima auto guiderà da sola.

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