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Chi è Mr. Tesla Elon Musk, il padre delle auto del futuro

Paypal, Tesla e SpaceX sono solo alcune delle idee vincenti dell'uomo che sogna di dominare il mercato dell'energia elettrica

Elon Musk, fondatore di Tesla – Credits: ROBYN BECK/AFP/Getty Images

Elon Musk di idee ne ha certamente tante, e il bello è che sono tutte vincenti. Classe 1971, l'imprenditore sudafricano di nascita ma con passaporto americano fino ad oggi ha avuto successo in tutti i settori in cui si è lanciato. Pagamenti online, con Paypal, auto elettriche, con Tesla Motors, viaggi spaziali, con SpaceX, per poi tornare di nuovo nel campo delle automobili con nuove idee ancora più brillanti che ben si conciliano con il mondo dei pannelli solari. Il tutto in poco più di quarant'anni.

Programmatore autodidatta, riuscì a vendere a soli 12 anni il suo primo videogioco, per cinquecento dollari. Con un background accademico a base di economia, fisica applicata e scienza dei materiali, ha fondato Paypal quando aveva appena 28 anni, e in un batter d'occhio la sua prima creazione si è affermata come sistema più diffuso di pagamenti online. Quattro anni dopo si è buttato nel business delle auto elettriche di lusso, che dal suo punto di vista è ancora ben lontano dall'aver sfruttato tutte le sue potenzialità, e nel 2012, con SpaceX, per "aprire una nuova era nel campo di viaggi spaziali", vale a dire facendo in modo che siano le società private ad occuparsi del trasporto degli oggetti nello spazio, e dal 2015 anche di quello delle persone.

Il grande successo di Mr Tesla si fonda sulla sua invidiabile capacità di risolvere i problemi di tecnologie promettenti che, tuttavia, non riescono a decollare per problemi di costi, facilità di impiego, e in taluni casi persino design. Quando è nato Paypal il bisogno di poter disporre, in un mondo sempre più informatizzato, di un sistema pratico e sicuro per gestire le transazioni di denaro attraverso la rete era certamente molto diffuso, ma nessuno degli operatori interessati a questo mercato sembravano essere in grado di rispondere a entrambe le esigenze con un unico prodotto. Lo stesso è successo per i razzi in disuso che Musk ha "riciclato" tramite SpaceX e per le auto elettriche, che grazie a Tesla non sono più brutte e contraddistinte da basse prestazioni, ma veloci e alla moda. Idem per i pannelli solari, l'ennesimo settore in cui l'eclettico Musk ha scelto di investire, convinto che anche questo mercato avesse bisogno di una spinta pro efficienza, convenienza, longevità e miglioramento delle prestazioni. Costruendo, nello stato di New York, SolarCity, la più grande fabbrica del mondo specializzata nella produzione di sistemi a energia solare in grado di coniugare quantità e qualità.

Mr Tesla si è buttato nel business dei pannelli solari non solo perché lo considera uno dei business più promettenti del futuro, ma anche perché ha intravisto sinergie di altissimo livello tra questo settore e quello delle auto elettriche. Entrambi, infatti, potrebbero rafforzarsi tantissimo se anche l'ultimo (per ora) progetto di Musk si rivelasse all'altezza delle aspettative del Ceo più brillante del momento. Stiamo parlando della mega fabbrica che si specializzerà nella produzione di batterie ad altissima efficienza. Se a quest'ultima si affianca l'interesse di Musk di creare (in un massimo di un paio d'anni) anche una rete mondiale di stazioni di servizio per auto elettriche, diventa ancora più esplicita l'ambizione di medio periodo di Mr Tesla di dominare il mercato dell'energie elettrica in quante più sfaccettature possibili.  

C'è chi lo definisce un sognatore, perché ha idee futuristiche, perché sostiene che le sue scelte di business siano influenzate dal desiderio di contribuire a salvare un pianeta che soffre, e perché sembra così sicuro di se stesso da non temere la concorrenza (ha annunciato da poco l'intenzione di rendere i brevetti sviluppati dai suoi ingegneri accessibili a tutti), tuttavia, tutto quello che ha pensato e realizzato Elon Musk è stato un successo. E anche a livello di redditività dei vari business non si è fatto mancare nulla. La mobilità elettrica su quattro ruote oggi pesa in media per un 1 per cento sulle vendite complessive di veicoli, e al momento circolano appena 400mila vetture di questo tipo nel mondo. Nel 2040, però, dovrebbero diventare 800 milioni. Un vero affare per chi riuscirà a dominare questo straordinario mercato

 
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