Aziende

Alitalia, in volo con Air France ed Ethiad

I soci italiani sono pronti a vendere le loro quote. I francesi a comprare al ribasso. Gli emiratini a trattare con i soci minori

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Tra voci, scenari e smentite c’è una certezza evidente. Quasi tutti i venti soci italiani di Alitalia Cai sono interessati a uscire dall’affare, a vendere le quote e fare cassa. Forse i Benetton lo faranno con un leggero ritardo rispetto ad altri, ma non si scappa. E tra i possibili compratori si confermano Air France-Klm, oggi socio di riferimento della compagnia aerea con il 25 per cento ma che tenterebbe di comprare al ribasso e con uno scambio azionario da perfezionare attraverso un aumento di capitale, ed Ethiad, il ricco partner arabo che tutti gli esperti del settore già davano come “inevitabile” e dal 2010 partner commerciale di Alitalia sulle rotte a lungo raggio .

Secondo le ultime indiscrezioni, gli arabi di Ethiad (che ha già salvato entrando nell’azionariato la tedesca AirBerlin e l’irlandese AirLingus) si sarebbero già detti interessati a rilevare una quota di minoranza dai soci più piccoli, anche se al momento non risulta che alcun aspirante abbia avviato una due diligence sui conti per stabilire “il giusto” prezzo della compagnia tricolore.  

Il 13 gennaio prossimo scade il lock-up, il vincolo che impediva ai soci italiani di vendere le quote e si aprirà la partita. Sino ad ottobre però, la vendita resta subordinata all’approvazione del Cda e al rispetto del diritto di prelazione tra soci. Poi, liberi tutti. Quello che se ne trae è che nei prossimi mesi, si gioca la partita per valorizzare le potenzialità di Alitalia sul mercato, rivalutare le sue azioni aprendo la strada a più compratori e non soltanto all’ipotesi AirFrance (che per le trattative si è affidata alla Banca Lazard), "scegliendo magari un partner lungimirante e che abbia le capacità di investire sul lungo raggio, di acquistare nuovi velivoli e di ricapitalizzare la società come sono gli arabi di Ethiad e non i francesi, a corto di liquidità e come tante altre compagnie europee alle prese con la crisi economica, la concorrenza low cost  e i costi del carburante” sottolinea infatti Oliviero Baccelli, direttore del Master sull'Economia dei Trasporti all'Università Bocconi di Milano.

Soci solidi servono, perché i conti di Alitalia richiederanno presto una ricapitalizzazione. Dalla nascita ad oggi la compagnia ha accumulato 678 milioni di perdite nei primi tre anni di attività e altri 173 milioni nei primi mesi del 2012. Colpa della crisi e del carico imprevisto del personale ex Alitalia reintegrato a forza dai giudici nel posto di lavoro e anche dello sbilanciamento sulle rotte a medio e corto raggio che espone troppo il fianco alla concorrenza delle compagnie low cost.

“La flotta di AlitaliaCai è composta da 150 aerei a medio e corto raggio e di appena una ventina per le tratte a lunga percorrenza, quando invece sono proprio i viaggi a lungo raggio a portare redditività” commenta Alessandro Guiducci, partner della società di consulenza Kpmg ed esperto del settore trasporti. “Qui bisogna lavorare e su questa base valutare gli eventuali partner. AirFrance ed Ethiad restano le opportunità principali ma mi sento di ipotizzare che un’eventuale vendita a Air France significherebbe – dopo quello di Malpensa – anche un depotenziamento di Fiumicino, perché facilmente gli scali si sposterebbero sull’aeroporto parigino Charles De Gaulle. Si tratta soltanto di ipotesi certo, ma con un buon fondamento”.

E che spiegherebbero anche le recenti indiscrezioni su un possibile intervento dello Stato attraverso la Cassa Depositi e Presiti o del gruppo FS. “Se all’orizzonte si profilano più compratori, le quotazioni di Alitalia si alzano” continua Guiducci. "Il piano di AirFrance forse si complica e si può dare respiro a una diversa strategia, appunto quella di guardare a partner più lontani, mediorientali o – perché no – anche del Far East. Quello che infatti occorre avere ben presente è che Alitalia, nonostante i bilanci, ha una buona gestione dei costi e un grandissimo potenziale inespresso”.

La posizione geografica del nostro Paese, al centro della grande area mediterranea, non è mai stato sfruttato al meglio "ed una partnership orientale potrebbe favorire questo processo” sviluppando anche nuove rotte verso i Paesi emergenti, i Paesi Arabi ma anche le Americhe. A ben guardare, è questo uno scenario che non dovrebbe dispiacere nemmeno ai francesi, che con Ethiad eviterebbero di vedere passare una parte del capitale Alitalia in mani ostili (AirFrance-Klm ha già rapporti commerciali con la compagnia di Abu Dhabi), in attesa di vederla risanata e di potere fare offerte più congrue.

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