Economia

Auto, le tre promesse del governo per rilanciare il settore

Dall’esonero dal bollo per i veicoli ecologici, al credito d’imposta per gli investimenti, fino al taglio delle tasse: ecco le idee a cui si lavora

Enrico_Morando

Il viceministro dell'Economia Enrico Morando – Credits: Imagoeconomica

Da tempo ormai si discute sulle modalità con cui rilanciare l’automotive, un settore industriale tra i più strategici per il nostro Paese. Una filiera, quella automobilistica, che forse più di tante altre, ha sentito il peso di una crisi che ancora non accenna a placarsi. E allora ecco che sul tappeto arrivano tre proposte, che hanno il sapore di vere e proprie promesse, annunciate da un esponente di rilievo dell’esecutivo, e dunque di rilevanza assolutamente significativa. A farle è stato infatti Enrico Morando, viceministro dell’Economia, che nel corso di un incontro pubblico dedicato proprio al rilancio del settore automotive, ha messo in fila tre provvedimenti che in tempi diversi potrebbero essere attuati ridando slancio alla filiera.

Rc Auto, nuova mazzata per gli automobilisti


Innanzitutto Morando ha parlato di un esonero dal bollo per tre anni per i veicoli ecologici, con una soluzione adeguata che tra l’altro si potrebbe inserire già nei provvedimenti della sessione di bilancio 2015-2016, dunque a strettissimo giro. Tra le tante proposte avanzate in materia in questi anni “bisogna scegliere e il buon senso - secondo il viceministro - suggerisce di optare appunto per l'esenzione del bollo di tre anni per i veicoli ecologici perché richiederebbe risorse relativamente ridotte, intorno ai 40 milioni di euro”. Senza contare, ha fatto notare Morando, che una misura di questo tipo “porterebbe vantaggi a tutto il sistema Paese con un miglioramento dell'aria significativo in termini progressivi''.

Auto, la classifica dei gruppi automobilistici


Entrando poi nel merito delle risorse necessarie ''sarebbero a costo zero il primo anno - ha spiegato il viceministro -, di 14 milioni di euro nel secondo e di 27 milioni nel terzo. A regime sarebbero appunto 40 milioni e possiamo metterci al lavoro per formalizzare una soluzione da far entrare nei provvedimenti della sessione di bilancio 2015-2016''. Di più ampio respiro invece, sia in termini di tempi che di risorse da mettere in gioco, le altre due proposte fatte sempre dall’esponente di governo. Stiamo parlando innanzitutto di un credito d'imposta per gli investimenti in ricerca non più limitato alla quota incrementale ma esteso all'investimento strutturale.

Fiat ora deve guardare a Volkswagen


E poi, misura questa che sicuramente in tanti avranno accolto con grande interesse, l’idea di una riduzione della pressione fiscale specifica su lavoro ed imprese del valore di 36-37 miliardi di euro per renderla entro il 2018-2020 analoga a quella che c’è in Germania. Un riferimento non casuale quest’ultimo, visto che proprio in terra teutonica attualmente operano le più importanti aziende automotive del Vecchio Continente, con risultati che nonostante la crisi in questi anni sono stati comunque brillanti. Un pacchetto di misure dunque che, se non resteranno sulla carta ma saranno davvero fatte proprie dal programma di governo, potrebbe rimettere il nostro Paese nella giusta carreggiata in un settore come quello automotive che tra l’altro promette di incrementare, e non di poco, l’occupazione. Staremo a vedere.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Commenti