Economia

Asili nido, perché Stati Uniti e Australia cercano soluzioni alternative

Costano troppo per le famiglie e hanno costi di gestione talmente elevati da rendere inaccettabili gli stipendi per chi ci lavora

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L'interno di un asilo nido – Credits: LOIC VENANCE/AFP/Getty Images

Negli Stati Uniti, si sta sviluppando un ampio dibattito attorno alla qualità e ai costi degli asili nido. Da un lato, per le famiglie sta diventando sempre più oneroso affidare i propri bambini a queste strutture; dall'altro, i costi di gestione sono elevati e non sempre il servizio offerto è di qualità.

Asilo più caro dell'Università

Qualche dato? Secondo un recente studio pubblicato dal sito specializzato care.com, la famiglia media americana spende il 10% del proprio reddito nelle rette degli asili nido e nelle paghe di baby sitter. Il think tank americano Economic Policy
Institute ha poi rivelato che in molti Stati la spesa necessaria per la custodia a tempo pieno (dalle 9 alle 17) di un bambino di 4 anni costa di più di una retta universitaria – una delle spese che notoriamente gravano di più sulle spalle dei cittadini statunitensi.

Esistono soluzioni alternative?

Non stupisce che sia Hillary Clinton che Donald Trump abbiano incluso nelle rispettive piattaforme programmatiche misure per contenere i costi degli asili nido. È ovvio che gli asili stiano tentando di contenere le spese, anche per evitare che cresca il numero di famiglie le quali decidono di non mandare i propri figli al nido e di affidarli ad altri membri della famiglia, come i
nonni, oppure di trovare strutture alternative (ad esempio, scuole di sport per bambini più economiche degli asili).

Il trade off tra tagli e qualità del servizio offerto

Inevitabilmente, a subire i tagli sono i costi per il personale: pare che gli educatori negli asili nido americani siano spesso sottopagati. A rivelarlo è il New York Times, secondo cui i due milioni di lavoratori del settore siano fra quelli con gli stipendi più bassi in tutto il Paese e ricevano spesso soltanto il salario minimo (che negli USA è piuttosto basso) o poco più. A ricevere le paghe peggiori sarebbero i dipendenti di asili privati, mentre a quelli impiegati in asili pubblici sarebbero garantiti compensi più accettabili. Il risultato è una schiera di persone che vive ai limiti della sussistenza, costretta a cercarsi un secondo lavoro e sicuramente poco motivata e poco propensa all'aggiornamento. Aggiungiamo che la maggior parte del personale, secondo le statistiche, è costituito da madri di famiglia, che avrebbero necessità di redditi più alti per mantenere ed educare la prole.

Perché il sistema attuale non funziona

Un sistema che, nel medio periodo, si rivelerà controproducente. Avere educatori insoddisfatti significa anche che gli stimoli che verranno forniti ai bambini negli asili nido saranno poveri, se non del tutto assente. Un danno che pagheranno da adulti. A meno che i genitori, per la maggior parte dei quali le rette sonno insostenibili, soprattutto quando hanno più di un figlio da mandare all'asilo, non decidano di ribellarsi creando un sistema alternativo. In Australia c'é chi ci sta provando, organizzando "asili fai da te" in casa per gruppi di 4 o 5 bambini, pubblicizzando attività alternative come sport, musica, disegno e corsi di lingua per tenere impegnati i piccolini almeno mezza giornata, e offrendo ai genitori contratti flessibili che permettono di lavorare a giorni alterni. Abitudine cui anche gli asili tradizionali si sono adeguati, offrendo iscrizioni "a giornata" a chi ha il privilegio di passare un paio di giorni alla settimana in compagnia di mamma o papà. 

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