Economia

Agenda Monti: lavoro e pensioni

Dalla previdenza complementare agli incentivi per i giovani e gli over 55

Mario Monti nel giorno della conferenza stampa del 23 dicembre 2012 (Credits: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

Nell'Agenda Monti una parte rilevante è dedicata alla prosecuzione del lavoro iniziato dal Governo tecnico appena dimessosi in materia di lavoro e pensioni.

"La riforma delle pensioni ha dato al Paese il sistema più sostenibile e avanzato in Europa" si legge nell'Agenda Monti (in fondo al post il documento integrale). "Il Governo è intervenuto sotto la pressione dell’emergenza per correggere anomalie e distorsioni accumulate nel tempo. Non possiamo permetterci di sprecare questo risultato".

Ecco le priorità economiche:

1) Un’efficace informazione ai singoli lavoratori circa le pensioni che essi possono "ragionevolmente attendersi di ricevere, in modo che possano meglio pianificare il loro futuro e i loro risparmi".

2) Partendo dalla considerazione che i fondi integrativi nel nostro Paese non sono mai decollati, si sottolinea come vada dato nuovo impulso "alla previdenza complementare favorendone anche la crescita dimensionale con incentivi ai processi di fusione tra i fondi.

3) Sulla riforma del lavoro (definita "un passo avanti fondamentale del nostro Paese verso un modello di flessibilità e sicurezza vicino a quello vincente realizzato nei Paesi scandinavi e dell’Europa del nord") viene detto che "non si può fare marcia indietro". Ma migliorare, monitorando l’attuazione delle nuove norme per individuare correzioni possibili e completare le parti mancanti (il sistema di ammortizzatori sociali, la formazione dell’apprendistato...).

In particolare:

- una drastica semplificazione normativa e amministrativa in materia di lavoro;
- il superamento del dualismo tra lavoratori sostanzialmente dipendenti protetti e non protetti;
- la riduzione a un anno al massimo del tempo medio del passaggio da un’occupazione all’altra rendendo più fluido e sicuro il passaggio dei lavoratori dalle imprese in crisi o comunque meno produttive a quelle più produttive o comunque in fase di espansione;
- coniugare il massimo possibile di flessibilità delle strutture produttive con il massimo possibile di sicurezza economica e professionale dei lavoratori nel mercato del lavoro;
- spostare verso i luoghi di lavoro il baricentro della contrattazione collettiva, favorendo il collegamento di una parte maggiore delle retribuzioni alla produttività o alla redditività delle aziende attraverso forme di defiscalizzazione.

Il lavoro deve aumentare e migliorare. "Negli ultimi dodici mesi la disoccupazione della zona euro non ha cessato di salire" si legge nell'Agenda Monti. "In Italia i disoccupati sono oltre l’11% della popolazione... Bisogna rilanciare con un Piano Occupazione giovanile con incentivi a sostegno della formazione e dell’inserimento nel mercato del lavoro e con forme di detassazione per chi assume lavoratori tra i 18 e i 30 anni".

Ma non solo giovani. Gli incentivi vanno considerati anche per gli over 55, dove le misure di innalzamento dell’età di pensionamento adottate con la riforma pensionistica che porta il nome di Elsa Fornero , dovrebbero essere "consolidate e completate con misure volte a promuovere l’invecchiamento attivo, a incentivare l’assunzione di persone anziane, ad offrire agli over 55 disoccupati e non ancora in possesso dei requisiti per la pensione un sostegno del reddito collegato alla loro disponibilità al lavoro".

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