Economia

Cina: la strategia di espansione in America Latina

Pechino allunga la mano su Nicaragua, Ecuador, Venezuela, Argentina e Brasile

Julia Gillard a Pechino

9 aprile 2013. Una bandiera rossa mossa dal vento copre la testa di una guardia d'onore cinese – Credits: Feng Li/Getty Images

In questi giorni si discute molto dell'investimento cinese nella Pirelli, una delle realtà industrali storiche del nostro Paese. I capitali cinesi, però, stanno dimostrando di poter raggiungere mete fino a pochi anni fa impensabili. Ora Pechino, infatti, guarda al Sud America come una possibile terra di conquista (figurativamente parlando), nonostante i Paesi latinoamericani siano tradizionalmente stati inseriti nell'orbita d'influenza statunitense – non solo dal punto di vista economico.

La Cina in Nicaragua

Il progetto che coplisce di più l'immaginazione è senza dubbio quello volto a realizzare un canale in Nicaragua che colleghi l'Oceano Pacifico e l'Oceano Atlantico e che sia parallelo al Canale di Panama, realizzato tra il 1907 e il 1914 proprio dagli Stati Uniti, che hanno anche il diritto di difenderne militarmente l'accesso. Il nuovo canale in Nicaruagua è destinato a diventare, se realizzato, il più colossale progetto ingegneristico al mondo: saranno investiti cinquanta miliardi di dollari in cinque anni. È in qualche modo paradossale che l'idea sia stata promossa da un imprenditore, Wang Jing, e da una società, la HKND che non è nata nell'edilizia, ma nei settori della medicina tradizionale e delle telecomunicazioni, prima di diventare una conglomerata con interessi globali e ampiamente diversificati. Ma per le multinazionali cinesi i percorsi poco ortodossi non sono così inusuali. 

Le prime trivellazioni sono partite a dicembre, anche se il calcio d'inizio dovrebbe arrivare solo dopo il completamento di una complessa valutazione di impatto ambientale, attualmente in corso. Insieme al nuovo canale, i cinesi dovrebbero costruire due nuovi porti, un aeroporto e una lunga serie di infrastrutture che finiranno col trasformare completamente il volto del Nicaragua. Quello che per Wang Jing è "un'impresa per eroi che vogliono scrivere la storia", per molti osservatori è solo un'occasione per fare soldi rapidamente con progetti immobiliari da realizzare nel breve termine: "sembra che vogliano usare il canale come una scusa per vendere palazzine, campi da golf ed alberghi", ha commentato il Wall Street Journal. Solo il tempo ci potrà dire se davvero la Cina metterà la firma sotto il nuovo collegamento interoceanico.

La presenza cinese in America del Sud

Sicuramente, però, da Pechino continueranno ad inviare importanti flussi di capitali anche nel resto dell'America Latina. Con il Venezuela c'è un accordo per venti miliardi di dollari, anche se i dettagli non sono stati chiariti. Con l'Ecuador si parla di quasi otto. E ora la Cina sta stringendo accordi anche con i due Paesi più importanti del continente: l'Argentina e il Brasile. Con Buenos Aires le cose sono state semplici (da quelle parti c'è fame di investimenti per uscire dalla crisi) e sono stati firmati accordi per garantire la presenza cinese in una serie di progetti su vasta scala, che vanno dalla realizzazione di due centrali nucleari alla costruzione di una diga, fino al partenariato con la compagnia statale Sinopec per lo sfruttare l'enorme giacimento di gas naturale di Vaca Muerta. Più compassato il dialogo con il Brasile, anche se gli scambi commerciali sono ben incardinati: solo recentissimamente è stata annunciata l'intenzione di collaborare nella costruzione di strade, ferrovie e impianti petroliferi.

L'intenzione cinese è, con tutta evidenza, quella di consolidare la propria presenza in quei Paesi da cui si Pechino si approvvigiona di materie prime. E di fronte all'intenzione pubblicamente ribadita da Pechino di un piano di investimenti in Sud America del valore di 250 miliardi di dollari in dieci anni, sarà difficile che i governi di quel continente chiudano le porte davanti alla carica degli imprenditori del Dragone.

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