Yitzahk Rabin moriva 20 anni fa. Il premio Nobel per la Pace veniva assassinato proprio dopo un discorso sulla distensione in Medio Oriente da Yigal Amir, estremista di destra suo compatriota. 

I colpi della Beretta di Amir posero termine alla vita di uno dei personaggi più incisivi della storia di Israele. Nato nel 1922 nella Gerusalemme del Mandato Britannico in un kibbutz, si distingue subito per le capacità di comando militare durante la Seconda Guerra Mondiale, quindi nelle formazioni dello Haganah durante il conflitto Arabo-israeliano del 1948 che portò alla nascita dello Stato di Israele.

Generale a soli 32 anni, fu uno dei maggiori fautori dello sviluppo tecnologico e strategico dell'IDF (Israeli Defence Force, l'esercito di Israele) fino alla sua nomina nel 1964 a Capo di Stato Maggiore.

I risultati del suo lavoro si videro applicati nella Guerra dei Sei Giorni del 1967, che segnò l'apice della sua carriera nell'esercito, abbandonata in seguito anche ad alcuni dissapori con l'allora premier David Ben-Gurion. 

La seconda vita di Rabin si apre con la diplomazia. Ambasciatore a Washington, sviluppa durante il mandato la politica di stretta alleanza con gli Usa assieme al Segretario di Stato americano Henry Kissinger.  Il secondo passo è la politica in Patria. Con il Labor Party  (Knesset) diventa ministro del Lavoro appena dopo la guerra dello Yom Kippur nel 1973 durante l'ultima fase del governo di Golda Meir. Nel 1974 è incaricato della formazione di un nuovo governo da lui presieduto.

Rabin ha 52 anni ed è il più giovane primo ministro nato sul territorio di Israele. Tra il 1974 e il 1977 si trova ad affrontare una delle fasi più difficili della vita dello Stato di Israele tra embargo petrolifero, tensioni con il vicino Egitto e crisi economica, culminato nel 1976 con il dirottamento del volo Air France proveniente da Tel Aviv sull'aeroporto ugandese di Entebbe per mano di terroristi palestinesi.

L'azione delle forze speciali israeliane fu fulminea, e si concluse con un sostanziale successo israeliano (100 su 103 ostaggi liberati e un solo morto tra i militari israeliani, il fratello del futuro leader Benjamin Netanyahu). La fama di Rabin ebbe ampia risonanza, ma fu presto oscurata dalle dimissioni forzate a causa di uno scandalo bancario familiare legato ad un conto americano intestato alla moglie Leah. 

Rabin rimase in politica come membro del Knesset e fu nuovamente ministro della Difesa dal 1984 al 1990.

In quegli anni il leader israeliano lavora a fianco di Shimon Peres per la costruzione del dialogo con i Palestinesi di Yasser Arafat. Tornato premier dopo le vittoriose elezioni del 1992, nel 1993 porta a termine gli storici accordi di Camp David con il leader Olp Yasser Arafat. Con Shimon Peres e lo stesso Arafat sarà insignito l'anno seguente del Nobel per la Pace.

Una svolta rifiutata dagli estremisti della destra fondamentalista israeliana che l'anno successivo scaricheranno il loro odio omicida sul leader simbolo della distensione. 

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