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La Street art invade Bassano con Infart

Giunta alla sua sesta edizione, la manifestazione entra di diritto tra gli appuntamenti fissi più attesi d'Europa.Go incontrato e intervistato Diego Knore, co-fondatore del progetto e artista.

Infart 2010

Uno dei momenti di Infart 2010 – Credits: Fabrizio Cassiano

Uno dei difetti di noi italiani è l'essere esterofili. E in parte è vero. Ma quando ci troviamo di fronte a realtà nostrane che nulla hanno da invidiare a esempi simili nel resto del mondo, dobbiamo andarne doppiamente orgogliosi.

Sto parlando di Infart : manifestazione giunta alla sua sesta edizione, che ha aperto i battenti il 29 agosto e che fino al 2 settembre invaderà Bassano del Grappa a colpi di Street art, Dj set e mostre.

Un interesse di pubblico, sponsor e media in continuo aumento, ha permesso al collettivo di alzare il livello di qualità.

Ho avuto il piacere di incontrare Diego Knore , artista e co-fondatore della manifestazione.

Prima di tutto, come è nata l'idea per Infart e chi sono gli organizzatori.

Infart è un progetto nato nel 2007 a Bassano del Grappa, una piccola cittadina del nord est italiano, che a parte le tag e i pezzi sui muri dei writers, di Street art non se ne vedeva l'ombra.

Con le conoscenze accumulate durante i numerosi viaggi per dipingere in molti paesi d'Europa, volevamo proporre ai bassanesi un evento che promuovesse la Street art anche nel nostro territorio.

Le prime due edizione si sono svolte in una casa di amici in campagna; l'abbiamo svuotata, ripulita, decorata in ogni stanza e allestita con le opere degli artisti invitati. Infart era una forma di ricerca e di sperimentazione/collaborazione tra artisti e soprattutto un luogo per confrontarsi e conoscersi. Il pubblico ha risposto benissimo; non sembrava  per niente Bassano. Si respirava un'aria berlinese, molto punk e underground .

Le altre edizioni si sono svolte in collaborazione con il Comune di Bassano del Grappa poiché avevamo bisogno dei muri della città per riunire i migliori artisti della scena internazionale e i numerosi visitatori che arrivavano da tutta Europa .

Gli altri organizzatori sono Claudio Pelusio aka KING P, Andrea Koes, Gianluca Cherubin, Cera, Devis Perin, Manuel Pablo Pace, Paolo DeGasperi e Stefano Marchetto .

Quanto è stato complesso organizzare la prima edizione e soprattutto spiegare alle istituzioni l'idea del progetto?

Inizialmente è stato molto difficile. Tutto era visto come una manifestazione di graffiti; mi ricordo la paura della città nel promuovere un evento pericoloso .

Dovevamo dimostrare alle istituzione che gli artisti che invitavamo a disegnare non erano dei vandali, ma dei professionisti.

Il risultato è stato ottimo e la città ha risposto bene all'invasione della Street art.

Con più di 10.000 visite solo nell'edizione passata, possiamo ufficialmente inserire INFART tra le manifestazioni più importanti d'Europa?

Direi che ultimamente molte persone  in giro per il mondo conoscono noi e l'evento: tutto questo non può che farmi piacere.

Se è uno dei festival più importanti? Penso di si, alcuni tra i più importanti street artist mondiali sono passati da noi tra cui gli stranieri: C215, Roa, Steve Locatelli, Bue, Nychos, Satone, Dome, ZedZ , agli italiani: 108, 2501, Sonda, Bros, Sten & Lex, Lucamaleonte, Zibe, Orticanoodles e molti molti altri…

Per questa sesta edizione avete fatto le cose in grande: non più solo gli Outdoors sui muri di Bassano, ma sono state introdotte tre nuove locations. La collettiva Passengers organizzata da No title gallery , Tulpa, la personale di Guido 108 Bisagni e Past forward.

Mi ha colpito quest'ultima mostra vorrei che me ne parlassi brevemente.

La creatività italiana da sempre è un’eccellenza mondiale che vanta nomi riconosciuti globalmente, da Leonardo a Fellini, da Canova a Maurizio Cattelan.

L’idea di fondo di Past Forward è di chiedere ad artisti dal linguaggio e sensibilità contemporanei di rendere omaggio ai classici dell’arte italiana, ognuno attraverso la propria tecnica , ricontestualizzandoli o reinterpretandoli.

Alcuni lavori saranno focalizzati sulle opere della collezione dei Musei Civici di Bassano .

É una mostra ideata da Giovanni Cervi, curata da me, Giovanni Cervi e Yasha Young, in collaborazione con Strychnin gallery DI Londra Berlino e NY, Officine dell'Immagine di Milano e Pertwee-Anderson-Gold di Londra .

Con l'interesse sempre maggiore da parte di pubblico, media e sponsor, possiamo ancora definire la Urban art "underground"?

Credo che in questo momento sia più' un mezzo per uscire da sottoterra .

Quanto credi sia ancora vivo il binomio street-artist / vandalo?

Purtroppo è ancora vivo.

Durante il festival, nonostante il permesso di disegnare, diverse persone ci chiedono se abbiamo l'autorizzazione, chi siamo e cosa stiamo facendo e dopo un po' arrivano gli immancabili carabinieri.

Al di là del collettivo INFART, tu hai un'attività artistica indipendente. Tra dipinti, lavori di grafica e installazioni, mi ha colpito molto la fanzine Bubka .

Cosa ti ha convinto a realizzare un progetto editoriale e quali sono state le difficoltà nella realizzazione e nella distribuzione?

Bubka , è un progetto che avevo nel cassetto da qualche anno. Volevo produrre in breve tempo una fanzine che raccogliesse i lavori degli artisti che stimavo e soprattutto esser libero di pubblicare senza censure.

Ho deciso di non distribuirla, ma di creare dei mini eventi per promuovere il progetto. Nel sito si possono comunque ordinare fino ad esaurimento.

Grazie anche ad una buona comunicazione online e pubblicazioni in diversi blog mi stanno arrivando lavori super interessanti da tutto il mondo.

Presto sarà pronto il nuovo numero .

Quale sarà la tua "Next big thing"?

Ho dei progetti in evoluzione dei quali non voglio anticipare nulla: prima li realizzo e poi ne parlo...

Grazie.

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