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Arte: a Milano in mostra "la delicatezza delle piccole cose"

Alla Galleria Armocida da martedì 18, le opere dell'artista vietnamita, Diem Chau e dell'artista coreana, Kappao

Un'opera dell'artista Diem Chau

Un'opera dell'artista Diem Chau – Credits: Galleria Patricia Armocida/Diem Chau

Da Martedì 18 settembre, fino al 10 novembre, presso la Galleria Patricia Armocida di Milano, sarà possibile assistere alla mostra The Delicacy of Tiny Things, doppia mostra personale di un'artista vietnamita, Diem Chau e di un'artista coreana, Kappao.

Il titolo fa riferimento alle caratteristiche comuni nel lavoro delle due artiste asiatiche: la fragilità e la forza della ceramica e della porcellana, la delicatezza dei materiali utilizzati, la pazienza che entrambe impiegano nel realizzare opere che richiedono lunghi procedimenti. Entrambe le artiste, utilizzano oggetti di uso comune, come  mine di matite, pastelli, piatti e ceramiche che racchiudono in se stessi una lieve poesia.

Diem Chau crea memorie tattili che evocano la cultura vietnamita, la storia della sua famiglia e l'importanza universale delle relazioni. La sua famiglia, rifugiatasi negli Stati Uniti nel 1986, teneva vivi i ricordi e le tradizioni del passato attraverso storie raccontate bevendo tazze di tè.Chau combina materiali e significati comuni per creare delicate vignette di fugace memoria, gesto e forma, in opere in cui convivono sensibilità e sobrietà minimalista. Il suo lavoro tratta il valore della narrazione, del mito e la sua capacità di connettere le persone l'una all'altra attraverso similitudini culturali.L'artista, che ricama organza applicata su tazzine e piatti da tè e si concentra nello scolpire minuziosamente una fragile mina di matita o un pastello a cera, approda con la sua arte in un nuovo territorio da esplorare, alla periferia della narrazione. Rappresenta momenti dimenticati e sbiaditi o troppo brevi per non dissolversi.

Kappao, coreana, realizza personaggi in ceramica e legno che rappresentano piccoli mondi a se stanti, solo apparentemente uguali nel loro senso di smarrimento. Le sue sculture, realizzate con materiali poveri come creta, legno e gesso vengono pazientemente decorate e prendono così forma, personalità definite che rivendicano il loro diritto d'esistere. L' ultimo corpo di lavori di Kappao, che ha assorbito l'antica tradizione coreana della ceramica, consiste in teste di ceramica, delicate ciotole smaltate da cui emergono miniature e ritratti che spuntano da blocchi di legno, che l'artista cuoce nel silenzio delle montagne attorno a Seoul.

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