Zygmunt-Bauman
Cultura

Zygmunt Bauman, 5 libri del filosofo della società liquida

Morto a 92 anni, polacco ha fondato la teoria per cui le esperienze umane si compongono e decompongono in modo fluido e volatile

Il filosofo di origine polacca Zygmunt Bauman è morto oggi a Leeds all'età di 92 anni. Nato a Poznan nel 1925, di origine ebraica, è stato il teorico della "società liquida" ovvero di quella concezione sociologica che, secondo la definizione dell'enciclopedia Treccani, "considera l’esperienza individuale e le relazioni sociali segnate da caratteristiche e strutture che si vanno decomponendo e ricomponendo rapidamente, in modo vacillante e incerto, fluido e volatile".

Anche se è ricordato soprattutto come teorico della "società liquida", Bauman "ci ha lasciato una cassetta degli attrezzi ricca di molti altri strumenti per interpretare la modernità con tutte le sue ambivalenze". È questa la riflessione espressa all'AGI dalla scrittrice Helena Janeczek, che condivide con Bauman le origini ebraiche polacche ed è autrice, fra gli altri, del romanzo "Lezioni di tenebra". "Bauman è un intellettuale che ha dedicato molte e importanti riflessioni alle vite di scarto, agli stranieri, a quei margini che si allargano nelle nostre società contemporanee e lo ha fatto con una lucidità pazzesca, che ci serve oggi e ci servirà anche in futuro", osserva.

"Quando, per esempio, la parte meno visibile della Gran Bretagna - ricorda Janeczek - ha votato a maggioranza per il Leave, e noi tutti ci siamo chiesti chi sono e dove stanno questi inglesi, allora ho ripensato a Bauman. La sua "cassetta degli attrezzi" offre parecchie risposte". "Abbiamo avuto così tanta post-modernità e così tanto pensiero concentrato su di essa, che il nesso con la modernità "solida" rischia di perdersi. Zygmunt Bauman è la base su cui possiamo orientarci", conclude la scrittrice.

Bauman si rifugiò in Urss dopo l'invasione nazista; tornato a Varsavia, si è poi trasferito in Gran Bretagna, dove ha insegnato sociologia a Leeds (dal 1971 al 1990). Di formazione marxista, ha studiato il rapporto tra modernità e totalitarismo, con particolare riferimento alla Shoah ("Modernità e Olocausto", edito da Il Mulino) e al passaggio dalla cultura moderna a quella postmoderna (Modernità liquida, Laterza).

Fra i suoi scritti ricordiamo:

MODERNITA’ LIQUIDA
Scritto nel 2003, il sociologo polacco vi racconta la società ed i suoi cambiamenti.
La società che il filosofo racconta è liquida nella maniera in cui essa viene considerata “individualizzata, privatizzata, incerta, flessibile e vulnerabile” dove una libertà ampia si scontra con il concetto di felicità effimera e di desideri insaziabili.

AMORE LIQUIDO
Immediatamente dopo la riflessione sulla struttura precaria della società, Bauman concentra i suoi studi sociologici sulla fragilità dei legami affettivi.
Scrive questo testo elaborando un’analisi sugli uomini e le donne contemporanei che seppur alla continua e naturale ricerca di stabilità e unione duratura, hanno paura di legarsi stabilmente perché percepiscono l’inadattabilità a sopportare ed accettare gli oneri di una relazione.

PAURA LIQUIDA
Elenca una serie di paure, Zygmunt Bauman, in quest’opera, per scoprire da dove nascono e il modo migliore per neutralizzarle.
Una panoramica che esamina le origini degli atavici timori umani, consigliando poi il modo migliore per affrontarli e sconfiggerli, in modo tale da poter lasciare un’eredità forte e sicura alle generazioni che verranno.

LA SOLITUDINE DEL CITTADINO GLOBALE
Bauman racconta della sfiducia che pervade l’animo dell’uomo contemporaneo.
In questo libro non fa altro che accendere i riflettori sul suo senso di solitudine e di individualizzazione, alimentato dalle politiche neoliberiste presenti sulla scena negli ultimi vent’anni.
Il filosofo polacco sprona l’uomo occidentale a non smettere di interrogarsi.
Considera la politica come mezzo per aiutare a lenire e superare le sofferenze degli uomini, in modo tale che i loro problemi possano essere oggetto di condivisione pubblica e privata.

STRANIERI ALLE PORTE
Il dialogo come risposta alla crisi migratoria. in questo saggio il sociologo analizza il problema della migrazione e considera come soluzione l’apertura al confronto, che seppur difficile può abbattere le barriere che inevitabilmente si creano per arginare i flussi. E spiega come edificare ponti che tendono a diminuire le distanze e la paura delle diversità.

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