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Zandegù: giovani editori alla conquista dell'ebook

Intervista con Marianna Martino, a capo della piccola casa editrice torinese tutta al digitale

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– Credits: DANIEL ROLAND/AFP/Getty Images

Piccoli editori crescono, e scelgono strade al passo coi tempi. Parliamo di Zandegù , tre ragazzi torinesi nati dopo il 1980 che lavorano su prodotti esclusivamente digitali, con le idee chiare su come fare business ai tempi del web. Il gruppo nasce nel 2005 e pubblica, nell'arco di 5 anni, 18 libri di stampo surreale di giovani autori italiani, tutti in formato cartaceo. La svolta nel dicembre 2012, quando Zandegù si trasforma in editore puramente digitale, ma non perde lo spirito "zuzzurellone"(come riporta l'home page del sito) e lo sguardo ironico sulla realtà. Oggi lavora su tre collane: reportage narrativi, manuali e fumetti.

La divisione del lavoro: Marianna Martino si occupa di editing, impaginazione, gestione sito, organizzazione corsi e ufficio stampa; Giulia Paolini di ufficio stampa, social, correzione bozze e lettura manoscritti; Marco Alfieri dei contratti, della parte amministrativa, della gestione del sito e dell'organizzazione di corsi ed eventi.

Dato che per ora non riescono a campare solo di libri, cercano di differenziare l'offerta culturale organizzando corsi di scrittura creativa e professionale, promuovendo eventi originali e cercando di creare collaborazioni e partenariati con altri enti, come lo Ied e il Digital Festival.
Per conoscerli meglio e capire dove va a parare l'editoria italiana, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Marianna Martino.

Perchè pubblicate solo ebook?
Perché costa meno e permette una libertà maggiore che le logiche distributive e delle librerie non consentono.

Come pensate i vostri prodotti editoriali? Che caratteristiche devono avere per funzionare?
Pubblichiamo libri pensati appositamente per il formato digitale, libri che, per la brevità, non avrebbero collocazione sul mercato editoriale tradizionale. Scegliamo libri ironici, brevi, ricchi di contenuto e originali.

Come funziona il rapporto con gli autori? Contratti, percentuali sulle vendite...
Tutti i nostri autori stipulano con noi un contratto di edizione. Ovviamente non chiediamo nessun tipo di contributo all'autore, siamo fortemente contrari all'editoria a pagamento. Riconosciamo all'autore una percentuale sulle vendite, variabile a seconda della lunghezza del testo.

Come promuovete i vostri titoli?
Abbiamo un sito molto aggiornato, con foto, news e amenità varie e ovviamente sfruttiamo la potenza di Facebook e di Twitter che ci portano grandissima visibilità.

Quanto deve vendere un titolo per rientrare dei costi?
Non avendo costi vivi (a parte quelli del lavoro di editing, correzione, impaginazione e promozione), basta una copia. Ma ovviamente io punto un pelino più alto!

Chi ha paura dell'ebook?
Più che scrittori ed editori, ne hanno paura i lettori. Non capisco per quale motivo son sempre lì a decantare l'odore della carta e la copertina che fa arredo.

Se chiunque può pubblicare un romanzo ebook, come si fa a evitare il 'rumore di fondo' e mantenere alta la qualità?
Facendo dell'editoria il garante della qualità di un testo sul quale deciderà di investire. Puntiamo molto sullo scouting e non ci accontentiamo di pubblicare un ebook o libro che sia tanto per fare volume.

Quali nuovi mestieri nascono a fianco dell'ebook?
Sicuramente nel settore della distribuzione digitale, in forte espansione. Ma anche le figure di community manager e digital strategist: anche se sono parole tremende, in realtà la promozione passa attraverso brillanti idee promozionali veicolate da web e social. Poi, ci sono sviluppi anche nella parte più multimediale: video, audio, foto che vanno a integrare e a rendere interattivo l'ebook.

Tra 5 anni: dove sarete voi e dove sarà l'editoria
Io mi auguro che l'editoria, in Italia, si digitalizzi sempre di più e spero vivamente che tra 5 anni, visto che siamo comunque tra i primi editori puramente digitali, saremo vivi e vegeti, con idee sempre nuove e tanta voglia di fare.

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