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"Vlad" di Carlos Fuentes

Un maestro della letteratura latinoamericana si misura col mito di Dracula

«Io non bevo mai… vino»: c’è una specie di humour sinistro nella battuta rivolta dal gentiluomo transilvano Vlad Radu a Yve Navarro, che per ordine del suo principale gli ha trovato casa a Città del Messico. Mal gliene incoglierà, perché Vlad, che nel nome riecheggia non a caso Vlad Tepes, il Dracula storico, è un vampiro. La sua faccia rugosa come un limone pallido, la gobba del suo servo dall’alito che sa di yogurt porteranno il buon borghese Navarro e la sua famiglia oltre le soglie dell’incubo.

PERCHÉ LEGGERLO
Un maestro della letteratura latinoamericana si misura col mito di Dracula. Il risultato è piuttosto originale. Fuentes gioca come un gatto con i «topoi» del romanzo gotico e degli horror film. Ma intanto, con la sua Città del Messico virata al nero di seppia, ci aggiorna sulla nuova mappa dell’inferno.

«Vlad» di Carlos Fuentes
(Il Saggiatore, 98 pagine, 12 euro)

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