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Storie a 5 cerchi: 5 libri (e una mostra) aspettando le Olimpiadi

Cosa è rimasto a distanza di quasi 120 anni  dell'utopia  umanistico-sportiva del barone Pierre de Coubertin? Non  molto, però i Giochi Olimpici sono una   straordinaria biblioteca di storie di vita e di sport

Storie a Cinque cerchi, particolare dell'illustrazione di copertina di Marco Ceruti

Rinnovare l'aspetto filosofico e morale dell'atletismo rappresentato dal  mito di Olimpia: cosa è rimasto a distanza di quasi 120 anni  dell'utopia umanistico-sportiva del barone Pierre de Coubertin? Non  molto, ad essere sinceri. Però i Giochi Olimpici, oltre a essere una  delle (poche) certezze che ci aiutano a scandire il tempo, sono una  straordinaria biblioteca di storie di vita e di sport. Ecco cinque  titoli in cui è racchiuso molto più di una cronaca sportiva.

Gino Cervi, Storie a cinque cerchi (ed.it 2012)

Camuffato da libro per ragazzi (complici le illustrazioni di Marco Ceruti), offre dieci ritratti di campioni narrati con la poetica leggerezza del cantastorie. Eroi noti e meno noti, saggi o maudit, talentuosi o meno, sul podio grazie prima di tutto alla loro ferrea etica individuale. Si scoprono tempi lontani in cui i Giochi appartenevano alla categoria delle fiere paesane e le gare erano di bocce, di pesca e di tiro al piccione (vero), le corse di nuoto a ostacoli. La specialità di Raymond Ewry per esempio, soprannominato l'Uomo-molla, erano il salto in lungo e in alto da fermo. Ai primi del Novecento vinse 8 medaglie d'oro individuali in tre Olimpiadi, stabilendo un record battuto poi solo da Michael Phelps nel 2008. Piccolo particolare: a 12 anni si era ammalato di poliomielite e pareva non potesse più camminare. Una lettura del sogno americano che sarebbe piaciuta a Walt Whitman: invisibile filo conduttore dei racconti sono gli ostacoli che il destino individuale o la Storia con la maiuscola frappongono sul cammino di un campione. Da ascoltare attorno a un fuoco, grandi e piccini, a riflettori spenti nelle lunghe sere d'estate.

Laura Hillebrand, Sono ancora un uomo (Mondadori 2012)

Bestseller negli Stati Uniti con più di 80 settimane di permanenza nella classifica del NY Times, è una "storia epica di resistenza e coraggio": quella di Louis Zamperini, americano figlio di immigrati italiani, oggi novantacinquenne. Ragazzo di strada, fu il più giovane mezzofondista mai entrato nella squadra olimpica americana, dove si impose ai Giochi di Berlino nel '36 guadagnandosi i complimenti di Hitler. Mentre si stava preparando per le sue seconde Olimpiadi, nel 1940 fu arruolato nell'Aviazione e spedito nel Pacifico, dove precipitò in mare sotto le bombe giapponesi e in balia degli squali. Finì su un'isola governata da un sadico aguzzino giapponese e riuscì a sopravvivere, ma nella seconda metà della sua vita gli toccò un'altra sfida insidiosa, quella con l'alcolismo. Scelto come tedoforo in 5 diverse Olimpiadi, è diventato il simbolo della longevità attiva. Già ben oltre i 90, racconta la Hillebrand, lo si poteva vedere sugli sci mentre scendeva come una palla di cannone sulla pista.

Stefano Jacomuzzi, Giorgio e Paolo Viberti, Storia delle Olimpiadi. Gli ultimi immortali (SEI 2011)

Un classico della narrativa olimpica, uscito in prima edizione nel 1976 per gli Struzzi di Einaudi e ora riproposto in versione aggiornata fino a Pechino. Uno spaccato di sport e di vita: non solo tutte le gare, le lotte, le sfide, le vittorie e le sconfitte ma anche il contesto storico e politico, gli antefatti, le curiosità, insomma uno sguardo allargato alla cornice del mondo. Perché "le mura dello stadio non sono diga contro i flutti, né muraglia che isola l'eden". Poderoso e completo l'apparato statistico e, in allegato, un Cd-Rom con immagini e altri dati.

Umberto Tulli, Breve storia delle Olimpiadi (Carocci 2012)

"Lo sport e la politica devono rimanere separati": un motto olimpico che aveva il naso lungo come Pinocchio fin dall'epoca della sua fondazione. In questo breve saggio Tulli analizza l'operato del Comitato Olimpico Internazionale equiparandolo a un grande organismo sovranazionale, con la curva della visibilità al picco ogni quattro anni ma in realtà molto influente sempre, nella zona grigia che unisce sport, politica e società. Dal darwinismo sociale all'internazionalismo pacifista, dai conflitti mondiali alla rivoluzione delle coscienze, dalla guerra fredda alla globalizzazione. Passando per eventi fissati nei libri di storia come la faraonica messinscena propagandistica di Hitler a Berlino, la lunga catena di boicottaggi dal 1956 al 1984, i pugni chiusi di Smith e Carlos a Città del Messico, il massacro di Monaco '72.

Emanuela Audisio, Tutti i cerchi del mondo (Mondadori 2004)

Un evergreen purtroppo non aggiornato (si ferma a Pechino 2004) ma indispensabile per capire i volti, i paesi, le storie che "fanno" un'Olimpiade. Prima giornalista italiana a seguire con continuità i Giochi, oltre che una miriade di altre competizioni, Audisio è una narratrice di epopee sportive appassionata e avvincente. E dall'infinito campionario olimpico squaderna vicende che paiono inventate e invece sono tutte vere. Perché l'Olimpiade "non gira mai troppo al largo dalla vita. È una conchiglia dove ascoltare il buio del mare".

Scatti olimpici - Sport e Olimpiadi nelle fotografie del Touring

In mostra alla Triennale di Milano, dal 3 luglio al 2 settembre, 30 foto in bianco e nero dell'Archivio Touring Club Italiano. Quando una fotografia racchiude l'essenza di un gesto, cattura un'attimo di passione, fabbrica una nuova icona. Visibile gratuitamente negli orari di apertura del museo della Triennale.

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