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Nuova storia della filosofia occidentale di Anthony Kenny: un uomo solo al comando

Einaudi ha pubblicato i primi due volumi dell'opera che punta sull'equilibrio fra il rigore storiografico e il valore del pensiero dei grandi filosofi per affrontare i temi dell'indagine filosofica odierna

(Photo by Mike Hewitt/Getty Images)

Chi scrive un "manuale" (ma si possono ancora chiamare così?) di storia delle filosofia deve essere più storico o un filosofo? Ovviamente la risposta è che dovrebbe essere un po' l'uno e l'altro. Ma Anthony Kenny non risponde in modo così ovvio, naturalmente. Perché nella sua Nuova storia della filosofia occidentale, si sforza di dare corpo, nella struttura e nella scrittura, all'idea di base che "le grandi opere del passato non smarriscono la propria importanza nel tempo - ma i contributi intellettuali da esse apportati non sono statici. Ogni epoca interpreta e applica i testi filosofici classici ai propri problemi e alle proprie aspirazioni".

Se ci pensate, non è che tutti i manuali di storia della filosofia si sforzino di fare questo lavoro d'equilibrio insomma: affrontare i "principali problemi filosofici", leggendo i grandi autori del passato, tenendo però nel dovuto conto il contesto storico nel quale questi autori scrivevano. Kenny ha invece cercato di "essere sia uno storico dall'atteggiamento filosofico, sia un filosofo storicamente avvertito." Come ha osservato Mario De Caro sul domenicale del Sole 24 Ore dello scorso 16 dicembre, Kenny ha coniugato il rigore storiografico "con l'idea che la filosofia sia un'indagine costitutivamente tesa all'analisi teorica e alla chiarificazione concettuale". Inoltre, consapevole dei pregiudizi che alcuni lettori (soprattutto professori universitari che dovrebbero adottare il libro) potrebbero avere nei suoi confronti, in quanto filosofo di Oxford, quindi di presunta tradizione analitica, Kenny ha dichiarato che per scrivere questa Storia, ha approfondito filosofi contemporanei di tradizione continentale come Heidegger; e soprattutto che questa proverbiale frattura - analitici vs continentali - non sia più così netta come si tende a credere.

La struttura di questa Nuova storia della filosofia occidentale, combina la trattazione cronologica con quella tematica. Il che significa, in sostanza, che, per esempio, nel primo volume, dedicato alla filosofia antica, i primi due capitoli siano una rassegna cronologica, da Talete e Pitagora fino a Agostino, mentre i capitoli successivi affrontano i "problemi" o i temi: la logica, la teoria della conoscenza, fino all'etica e a "Dio", passando dalla metafisica, all'anima/mente. Quasi identica l'impostazione del secondo volume.

Kenny si allontana anche dal modello tipico dei companion di filosofia anglosassoni, che affrontano i grandi temi raccogliendo i contributi di molti autori, guidati da un curatore. Ha invece accettato l'incarico della Oxford University Press che gli ha chiesto la trattazione unitaria, in quattro volumi, dell'intera storia della filosofia occidentale, "da Talete a Derrida".

I due primi sono stati pubblicati da Einaudi (collana Piccola Biblioteca Einaudi, nella bellissima serie "Mappe") qualche settimana fa; erano usciti in inglese, rispettivamente, nel 2004 (antica) e 2005 (medievale).

Anthony Kenny
Nuova storia della filosofia occidentale, Einaudi
Vol 1, Filosofia antica , 27 euro
Vol. 2, Filosofia medievale , 27 euro

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