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Steve Jobs rifiutò la donazione del fegato di Tim Cook

Un nuova biografia del co-fondatore di Apple, "Becoming Steve Jobs” rivela episodi inediti e molto personali

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Tim Cook e Steve Jobs – Credits: David Paul Morris/Getty Images

"Scattò sul letto e mi disse No! Non ti permettero' mai di farlo", racconta Tim Cook, l'attuale Ceo di Apple, quando propose a Jobs di donargli una parte del suo fegato: "Steve mi ha urlato contro in 13 anni di conoscenza solo quattro o cinque volte e questa è stata una di quelle".

L'idea a Cook era venuta dopo che a Jobs era stata diagnosticata la malattia, tra il 2008 e il 2009, quando scoprì che aveva in comune con lui non solo un raro gruppo sanguigno ma che era anche compatibile per la donazione. Essendo il fegato un organo che si rigenera, con il trapianto avrebbe avuto una speranza di curare il tumore.
Quindi, dopo essersi sottoposto a tutte le analisi cliniche ed essere sicuro della compatibilità e di non correre nessun rischio, Tim Cook andò a casa di Steve Jobs e gli propose l'intervento ma lui rifiutò. "Un egoista non avrebbe mai risposto in quel modo”, sottolinea il Ceo di Apple.
Questo è molto di più, viene raccontato nel nuovo libro che uscirà il 24 marzo "Becoming Steve Jobs"scritto da due reporter statunitensi, Brent Schlender e Rick Tetzeli, e basato sulle interviste alle persone più vicine a Jobs a partire dalla moglie, Laurene Powell.

Questo libro è il secondo grande approfondimento sulla vita di Jobs dopo la biografia scritta da Walter Isaacson, al suo interno si parla anche di aneddoti sconosciuti legati alla casa di Cupertino, come della televisione targata Apple e del fatto che Steve Jobs volesse comprare Yahoo!.
Oltre a Tim Cook e Laurene Powell, i due autori hanno intervistato anche il designer di Apple, Jon Ivy, che ha firmato l'iPhone l'iPad e l'iPod.

Un percorso inedito, dunque, all'interno della vita di Steve Jobs, attraverso le parole e i ricordi di chi ha vissuto a stretto contatto con lui.
Un ritratto originale da cui affiora anche il suo lato più umano.


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