Sopravvissuto - The Martian
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"Sopravvissuto - The Martian" di Andy Weir, il libro che ha ispirato il film di Ridley Scott

L'avventura di un uomo solo su Marte e la sua ingegnosa e ironica lotta per la vita

Sono spacciato di brutto.
Questa è la mia ponderata valutazione.
Spacciato.

Sono queste le prime parole consegnate al suo giornale di bordo da Mark Watney, l'avventuroso ed energico protagonista del romanzo fantascientifico Sopravvissuto - The Martian di Andy Weir edito in Italia da Newton Compton (precedentemente pubblicato come L'uomo di Marte), il libro che ha ispirato l'omonimo film di Ridley Scott, dal 1° ottobre al cinema.

Per un dannato incidente causato da una tempesta di potenza imprevista, è stato scaraventato lontano dai compagni di missione di Ares 3 sul suolo marziano, trafitto da un'antenna, creduto morto e abbandonato su Marte. Ma Mark è tutt'altro che defunto e col suo piglio strafottente e pratico si aggrappa alla vita con tenacia e con un innato senso dell'umorismo. 

Finalmente per me le cose si stanno mettendo sul binario giusto. Non solo, ma procedono di buon passo! E in conclusione ho una probabilità di sopravvivere!

705712Solo sul pianeta rosso, già compianto dalla Nasa e dal mondo intero, Mark pesca in tutta la sua esperienza da botanico, ingegnere e astronauta per trovare ogni più ingegnosa strategia per procurarsi cibo, rifornirsi d'acqua, cercare di comunicare con la Terra e, soprattutto, spostarsi da Acidalia Planitia fino a Schiaparelli, percorrendo distese desolate di sabbia rossa marziana, per salvare la pelle ed esser raccattato dalla prossima futuribile missione Ares 4.

Weir è al suo primo romanzo. Californiano programmatore e ingegnere del software, appassionato di ingegneria aerospaziale, fisica relativistica, meccanica orbitale e storia dell'esplorazione spaziale, dà fondo a tutte le sue conoscenze per ordire situazioni al limite, soluzioni salva-vita da chimico incendiario, calcoli ed elocubrazioni estremamente tecniche in cui è facile perdersi. Gli appassionati dello spazio potranno divertirsi a verificarne l'esattezza scientifica o meno (anche alla luce delle nuove rivelazioni della Nasa su Marte). Ma a tenere sul filo anche i meno avvezzi a tanto eloquio scientifico ci sono le speranze e, soprattutto, l'ironia tutt'altro che politically correct di Mark.

Non so se l'ho già detto prima, ma ne ho veramente i coglioni pieni di essere su questo rover.

Mark condisce le sue lunghe e solitarie giornate marziane (Sol) attingendo ai beni personali dei compagni di viaggio, guardando "telefuffa anni Settanta della comandante Lewis", da L'uomo da sei milioni di dollari a Tre cuori in affitto ad Hazzard, leggendo i gialli di Johanssen e ascoltando la musica selezionato dalla stessa Lewis. 

Disco music. Ti venisse un accidente, Lewis.

Weir però è accorto e non lascia che l'intera narrazione avvenga solo dal punto di vista Mark. Ecco che quando meno te l'aspetti si torna sulla Terra e assistiamo alla concitazione alla Nasa quando dalle foto satelittari ci si accorge che Watney è ancora vivo, poi andiamo a bordo di Hermes dove l'equipaggio di Ares 3 procede tristemente la sua rotta verso la Terra, quindi torniamo su Marte, da Mark, e ancora alla Nasa, dove le più alti menti si concentrano nell'obiettivo di salvare il "colonizzatore" di Marte. Gli imprevisti, ovviamente, sono dietro l'angolo, per tener col fiato sospeso il lettore. Al di là dei frequenti tecnicismi, la scrittura è semplice e non troppo ricercata. Obiettivo: godibilità.

Nel film di Ridley Scott il "sopravvissuto" Mark Watney è interpretato da Matt Damon, a prima vista non propriamente un simpatico e geniale guascone dello spazio come invece è il personaggio ideato da Weir. A incarnare il comandante Lewis, invece, è Jessica Chastain: che sia in tuta EVA o in abiti da nobildonna dell'Ottocento come in Crimson Peak, lei sembra sempre adatta a tutto.

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