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Séamus Heaney in cinque poesie

Come ricordare il poeta irlandese

Il poeta irlandese Séamus Heaney (Getty Images)

Ha cantato della vita di ogni giorno, mettendo in versi il suo pensiero. Perché Séamus Heaney, poeta irlandese, premio Nobel nel 1995, sapeva raccontare la profondità dell'animo umano attraverso la semplicità dei suoi gesti. Cinque poesie, nel giorno della sua scomparsa.

Rotta di volo

Un lungo poema sulla nostalgia, che comincia con il viaggio immaginario di un bambino che realizza, insieme al padre, un abarchetta di carta, per poi concludersi nell'età adulta, dove i viaggi sono a bordo di aerei, che solcano gli oceani e attraversano i continenti. Ma che sono fatti anche di valigie, di duty-free e di hamburger. O forse solo di solitudine: «Mutano i cieli, non i crucci, per chi attraversa i mari».

Schierandosi soppesa la natura dell’uomo: adattarsi o combattere?

Due aspetti in ogni questione, certo, certo....
 ma ogni tanto, schierarsi è la sola cosa
 a cui si può ricorrere e senza
 discolparsi o compatirsi.

Crossing è una cavalcata nella storia del pensiero occidentale. Nell'idea che vivere sia un percorso, un cambiamento, un passaggio. Ma sprattutto, un mistero:

Tutto scorre. Anche in un uomo solido,
 pilastro di sé e del proprio mestiere,
 con tanto di scarponi gialli, bastone, feltro floscio in testa,

possono spuntare le ali ai piedi e farlo lesto,
 come un dio da fiera, da erma, bivio o stradone,
 patrono di viandanti e psicopompo.

“Sul battello cerca uno col bastone di frassino”,
 disse mio padre a sua sorella che partiva
 per Londra, “stagli vicino tutta la notte

e sarai in salvo”. Che scorra, scorra pure
 il viaggio dell’anima con la sua guida,
 ed i misteri di intermediari col bastone!

Chanson d’aventure Tra amore, morte e disperazione. Come a insinuare che forse, tutte e tre le cose, viaggiano insieme
 Fissato a strap, scarrellato, sollevato, bloccato
 in posizione per il trasporto,
 scosso d’ossa, sbatacchiato per la velocità.

l’infermiera un passeggero davanti, tu installata
 nel suo posto d’angolo, libero, io, disteso piatto -
 le nostre posture immutate per tutto il viaggio,

detto tutto e niente, veloci i raggi
 dei nostri occhi fili di laser, nessun trasporto
 simile a quello sino ad allora, nel freddo assolato

di un’ambulanza una domenica mattina
 quando avremmo potuto, amore mio, citare Donne
 sull’amore sospeso, cuore e anima divisi.

Ma è Scavando uno dei suoi scritti più famosi, e soprattutto questi pochi versi:

Tra l'indice e il pollice

Ho la penna.

Scaverò con quella.

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